Dossier inquinamento | Nel 2016 l'Emilia ritrova il mal d'aria

Il 2015 è stato un altro anno nero per la qualità dell’aria. Dopo un 2014 di speranza, le polveri sottili sono tornate ad essere protagoniste. E il 2016 è iniziato come peggio non poteva. Il dossier di Legambiente

Il 2015 si è concluso all’insegna dell’emergenza smog. Tutti i capoluoghi di provincia della nostra regione, fatta eccezione per Cesena, si sono “svegliati” a dicembre con le centraline di fondo urbano e di traffico che registravano quasi ininterrottamente superamenti dell’ormai famoso limite del PM10 di 50 microgrammi per metro cubo da non superare per più di 35 volte in un anno.

Più in generale, il 75% delle centraline in Emilia-Romagna hanno registrato superamenti della media giornaliera per più di 35 giorni durante il 2015. Parma, Reggio Emilia e Piacenza restano le realtà più critiche. Ma anche Modena è in “ripresa”, dopo aver raggiunto i 55 sforamenti rispetto ai 36 dell'anno ancora prima.

E non è ancora finita. Nonostante l'attenzione dei media, dopo il picco di fine 2015, sia decisamente scemata, a seguito della tregua negli sforamenti  di inizio gennaio, negli ultimi 10 giorni i livelli di inquinamento sono tornati a salire, con sforamenti consecutivi in tutte le città. Modena guida questa infausta classifica regionale, con 12 sforamenti in 28 giorni di monitoraggio a gennaio 2016.

Legambiente – che ha raccolto questi e altri dati nel consueto dossier Mal d'aria2016 – chiede che sia approvato immediatamente il Piano Aria Regionale, che da troppo tempo è in attesa di approvazione. È fondamentale che le misure previste nel piano siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all’intermodalità, delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato e zone 30, oltre che della mobilità ciclabile. Fondamentale è inoltre rendere concorrenziale il trasporto pubblico locale sia in termini di costi, ma soprattutto di tempi di percorrenza; a questo scopo indispensabile è la realizzazione di corsie preferenziali per gli autobus.

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L’associazione considera inoltre fondamentale che si attuino urgentemente politiche rigorose su due fronti in particolare: la riorganizzazione della mobilità nelle aree adiacenti a scuole e lo spostamento delle merci in attraversamento sul territorio regionale dall’autostrada alla ferrovia. Quanto al trasporto merci, che attualmente è perlopiù realizzato su gomma con un’incidenza fortissima sulla qualità dell’aria, l’associazione chiede che vengano individuati dei meccanismi di sovra pedaggio per il traffico merci su gomma in attraversamento lungo le autostrade regionali, finalizzando gli extraoneri per sostenere la logistica ed il trasporto merci su ferro.

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