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Cronaca

Emergenza casa, gli inquilini si rivolgono ai candidati modenesi

L'allarme del Sunia: "Bisogna trasformare il Fondo provinciale salva-sfrattì, creato a Modena per tamponare le emergenze, in un ammortizzatore sociale permanente"

Alla vigilia delle elezioni il Sindacato degli inquilini fa il quadro abitativo della città di Modena e delle precise richieste al nuovo governo. Numeri alti ma non in positivo quelli che riguardano la situazione abitativa a Modena: ben 2000 sfratti incolpevoli in 12 mesi; 6200 abitazioni di edilizia residenziale pubblica con 6.000 famiglie in lista d'attesa da anni; case pubbliche pari al 2% del patrimonio abitativo. Nella lettera del sindacato (Sunia) ai candidati modenesi: “In Italia ci sono 4,5 milioni di famiglie in affitto, di queste l'80% ha redditi al di sotto di 24.000 euro lordi l'anno. Nella nostra provincia, nonostante gli sforzi, l'offerta di soluzioni abitative è ancora lontana dal fabbisogno reale. Le abitazioni di edilizia residenziale pubblica assegnate in provincia di Modena sono 6.200, a fronte di una lista di attesa di oltre altre 6.000 domande che da anni attendono risposta. Le case pubbliche del Comune di Modena sono il 2% del patrimonio abitativo, cifra ben lontana dagli standard europei dove gli alloggi pubblici sono il 20%”. Il Sunia porta anche soluzioni concrete: “È urgente rifinanziare il Fondo sociale per l'affittò con adeguate risorse nazionali che dal 1999 sono invece andate in calare e oggi sono praticamente azzerate. Poi, bisogna trasformare il Fondo provinciale salva-sfrattì, creato a Modena per tamponare le emergenze, in un ammortizzatore sociale permanente. Infine occorrerebbe dare forza all'Agenzia Casa realizzata in diverse province dell'Emilia-Romagna, incentivandone l'uso con risorse pubbliche e agevolazioni fiscali per i proprietari (riduzione di Irpef, imposta di Registro e Imu). Nella lettera ai politici il Sunia sottolinea anche la cedolare secca che va obbligatoriamente rivista in quanto è stata la causa di “un buco nelle casse dell'erario e non ha fatto emergere il nero e va prevista l'introduzione del canone pagato dall'inquilino in dichiarazione dei redditi per creare un positivo conflitto di interessi tra locatore e locatario”. 

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