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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca

Un viaggio tra passato, presente e possibile: il FestivalFilosofia 2015

Ereditare: il Festival sceglie un verbo all'infinito come tema per la sua 15esima edizione. Sarà una ricerca sul rapporto tra generazioni e tra epoche diverse

"L'uomo vive in un tempo mutante" è con questo presupposto che il FestivalFilosofia 2015 si apre al pubblico per discutere del tema di Ereditare, una sfida che riguarda specialmente i giovani. "Se ci sono giovani al festival significa – ha spiegato Tullio Gregory - che parliamo di cultura disinteressata, proponiamo argomenti problematici e non dare soluzioni, perché solo così possiamo sperare che il mondo moderno possa uscire da una mentalità aziendalistica-bancaria".

Ereditare significa per il presidente del consorzio Festival della Filosofia Remo Bodei: "Riflettere su un uomo che vive non solo nel presente, ma anche nel presente. Peccato che la visione attuale della vita è di un tempo spezzato, in cui il passato ha perso presenza: al futuro non si pensa perché è difficile dal progettare, perciò ci si rassegna al presente, in un'economia di rapina del tempo. La stessa idea di tempo si sgretola, cambiando la nostra economia psichica". 

Uno degli argomenti fondamentali del di discorso sull'Ereditare è certamente il rapporto tra le generazioni, che citando Zagrelbesky si tratta di un : "Patto generazionale che bisogna ricostruire non solo dei padri verso i figli, ma anche dei figli verso i padri".  E' con questa citazione che Remo Bodei ha spiegato il fulcro del discorso intergenerazionale: "Viviamo in un tempo in cui la frattura tra le generazioni è diventata più marcata perché è difficile trasmettere. Oggi la giovinezza e la vecchiaia si allungano, e così si restringe l'età della maturità."

"Sembra che si trasmetta poco – continua Bodei - al centro c'è il tempo della restituzione come conseguenza dell'eredità, parlando del ruolo dei nonni, della trasmissione culturale e delle istituzioni che permettono l'educazione in una visione innovativa che però è sempre coerente con la tradizione. C'è una spontaneità costruita nell'apprendimento del passato, come disse Picasso: Ho impiegato 40 anni per tornare a dipingere come un bambino".

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