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Eroina tra il francobollo e la busta da lettere: 12 ordinanze di custodia

La singolare trovata di un'organizzazione di spacciatori di diverse nazionalità che operavano su tutto il territorio provinciale e oltre. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nella prima mattinata di oggi

Nascondevano due dosi di eroina tra il francobollo e la busta di una lettera inviata a un ospite del Centro di Identificazione ed Espulsione di Modena: è così che è iniziata nel 2009 l'operazione antidroga "Timber" che, nella mattinata odierna, ha portato la Squadra Mobile a eseguire 12 ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere, uno agli arresti domiciliari, uno con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria ed uno con l’obbligo di dimora) a carico di un gruppo formato da tunisini, marocchini e italiani dedito allo spaccio di droga nella provincia di Modena e altre province del nord del Paese. La banda ordinava un kg di eroina dai grossisti albanesi per una somma di 15-16mila euro, da redistribuire nella propria cerchia di 200 clienti tossicodipendenti.

INDAGATI - L'indagine, coordinata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – Settore Eroina e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha consentito di individuare e deferire all’Autorità Giudiziaria di Modena 25 persone, tutte componenti dell'organizzazione di spacciatori, alcune delle quali già raggiunte dai provvedimenti cautelari nella prima mattinata di oggi, altre già tratte in arresto durante le indagini ed altre attualmente a piede libero. Tra tutti gli altri indagati a piede libero e tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, richieste dalla Procura della Repubblica di Modena, emesse dal Gip ed eseguiti a Modena, Perugia, Rimini, Parma e Prato, sono presenti anche tre donne, di cui due di nazionalità italiana (una delle quali destinataria del provvedimento cautelare).

SQUADRA MOBILE - "Tutto lo spaccio in città è ad appannaggio di marocchini e tunisini: gli albanesi smerciano droga all'ingrosso e gli italiani forniscono supporto logistico dando ospitalità agli spacciatori". Così Amedeo Pazzanese, capo della Squadra Mobile, nel delineare la struttura dell'organizzazione criminale smantellata nelle ultime ore: "Questo caso non fa eccezione - ha detto - Tutti gli arrestati e gli indagati negli ultimi due anni hanno avuto un ruolo di primo piano nel controllare lo spaccio in città". Le zone in cui operavano erano via  vignolese, centro storico (in primis Largo Porta Sant'Agostino, parco Novis Sad e piazza Pomposa, Soliera e Campogalliano: "Anchei n questa indagine - ha aggiunto Pazzanese - i soggetti tratti in arresto hanno raramente toccato la sostanza stupefacente: chi spaccia si limita a portare avanti le trattative al telefono, mentre un terzo soggetto consegna la droga all'acquirente. Quando la Volante effettua l'arresto in flagranza, gli agenti fanno scattare le manette a soggetti di bassissimo livello solamente deputati alla consegna e non i veri artifici dello spaccio". Anche questa organizzazione presentava meccanismi ben oliati: "Ogni spacciatore deteneva un gran numero di schede telefoniche - ha spiegato il numero uno della Squadra Mobile - talvolta, si arrivava al punto che uno spacciatore detenesse una sim card per ogni singolo cliente. Questo ha un poco complicato le cose durante le intercettazioni telefoniche".

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