C'era una volta il Secchia. Escursione su un fiume prosciugato

In 80 anni il fiume modenese ha visto ridurre il proprio letto da 500 ad appena 50 metri e la profondità di 15 metri. Un fenomeno che ha rivelato però un paradiso geologico. Visita con i geologi Unimore il prossimo 24 ottobre

Uno dei più profondi e rapidi mutamenti morfologici del nostro territorio riguarda il fiume Secchia, oggetto di uno studio del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. A spiegarlo è il professor Filippo Panini, che ha curato anche l'itinerario modenese della “Settimana del Pianeta Terra”, iniziativa che si terrà il prossimo ottobre e permetterà ai curiosi di scoprire dal vivo questo enorme cambiamento che ha riguardato il corso d'acqua modenese.

"Alla fine degli anni '30 l'alveo del fiume Secchia, in Emilia-Romagna, era largo ben 500 metri. Oggi lo stesso alveo ha una larghezza appena di 50 metri con un abbassamento di ben 15 metri del letto del fiume. Tutto ciò è stato provocato in gran parte, a partire dal primo dopoguerra e fino agli anni '70, dall'asportazione per usi edilizi del materasso alluvionale - spiega Panini - cioè della ghiaia che naturalmente il fiume trasporta e deposita lungo il suo corso. Di conseguenza le acque fluviali, che in passato scaricavano la loro energia trasportando ghiaia e rimodellando in continuazione il letto fluviale, hanno iniziato ad erodere fortemente ed in maniera molto accelerata il substrato roccioso, mettendo a giorno rocce appenniniche di età fino ad oltre sessanta milioni di anni fa”.

La mano dell'uomo ha dunque modificato in maniera radicale e irreversibile il paesaggio, ma i geologi hanno scoperto un “effetto collaterale” di una certa importanza per la ricerca scientifica. L'abbassamento dell'acqua nel tratto pedemontano ha infatti creato un piccolo canyon lungo il quale sono emersi depositi alluvionali fossili dove sono stati trovati resti di mammiferi di diverse ere.   

Un patrimonio che sarà oggetto di un'escursione guidata (in bicicletta) che si terrà il prossimo 24 ottobre 2015: un percorso lungo le piste ciclabili risalendo la sponda destra del fiume da Sassuolo fino alla località Pescale. Una gita di 10 km che durerà 3 ore durante la quale si effettueranno vari stop per osservare le caratteristiche del paesaggio fluviale, delle rocce affioranti, delle modificazioni indotte dalle attività umane negli ultimi decenni. Iscrizione obbligatoria entro il 05/10/2015 (mail a Chiara Fioroni chiara.fioroni@unimore.it).

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