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Sassi di Roccamalatina (foto di Proloco Guiglia)

Sassi di Roccamalatina (foto di Proloco Guiglia)

Escursioni estive, le 5 riserve naturali protette più belle del modenese

Il territorio modenese presenta variegati habitat, dalle zone paludose della bassa ai crinali rocciosi del Frignano. Ecco il viaggio tra le 5 riserve naturali protette più belle e interessanti del nostro territorio

La forma allungata del territorio modenese permette la presenza contemporanea di aree umide e paludose, con fitte foreste sul crinale di montagne impervie. La Provincia tutela questi habitat così variegati e che raccontano la storia non solo del territorio, ma anche del suo popolo che a seconda della latitudine in cui si trovava dovette adattarsi in maniera diversa all'ambiente. Ecco i 5 riserve naturali protette più belle del modenese:

PARCO DEL FRIGNANO. Nei suoi 15.000 ettari circa, il territorio del Parco racchiude una vasta area sul confine con un crinale spartiacque toscoemiliano, dal confine bolognese a quello reggiano, ed il massiccio del monte Cimone. Il luogo è perfetto per gli amanti della montagna, infatti tutti i posti sono al di sopra dei 1.000 metri di quota. Una zona che da pochi giorni è stata nominata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco per la bellezza dei suoi boschi e per la ricchezza di flora e fauna. 

PARCO REGIONALE DEI SASSI DI ROCCAMALATINA. E' una delle zone più interessanti del modenese dal punto di vista geologico, ma anche una grande occasione per gli amanti dell'avventura, tanto da essere uno dei 5 luoghi naturali dalle origini più inspiegabili della Provincia. Il Parco è particolarmente noto per i suoi Sassi, rupi alte centinaia di metri formate da arenaria e da sedimenti argillosi, che permettono agli appassionati di scalate di salire sino in cima senza però doversi adoperare di corde e speroni. Non ci sono però solo loro, infatti il territorio è ricco di grotte nascoste tra i boschi, composte da rocce epiliguri, perfette per avventure sotterranee, la più famosa è la grotta di Cà Cereta, scoperta negli anni '90, che si sviluppa in un percorso lungo 29 metri immerso tra particolari formazioni geologiche rocciose.

RISERVA NATURALE DELLE SALSE DI NIRANO. Sarebbe il set perfetto per un film di fantascienza post-apocalittico. Il suo territorio prevalentemente grigio dato dall'argilla e i vulcani attivi lo rendono uno dei pochi al mondo dotato di queste caratteristiche. Dalla superficie dei vulcani si notano depositi di idrocarburi principalmente gassosi che formano bolle di metano mischiate con petrolio. Meno conosciuto ma altrettanto interessante è l'Ecomuseo ospitato dalla struttura chiamata Cà Rossa, si tratta di un patto con cui la comunità si prende cura del proprio territorio ed è pertanto luogo in cui si rievocano le tradizioni locali attraverso i pannelli, le fotografie, le interviste, gli attrezzi e i documenti presenti al suo interno. 

RISERVA NATURALE ORIENTATA DI SASSOGUIDANO. Tra i boschi del territorio di Pavullo nel Frignano, si apre una balza rocciosa accostata al fiume Panaro, ed è lì che è sorta la Riserva, per tutelare l'altopiano boscato, l'imponente dorsale accidentata del Cinghio di Malvarone e la selvaggia valle del torrente Lerna, affluente del Panaro, che si sviluppa tra le rocce per poi aprirsi in un tipico paesaggio calanchivo, tra scoscese pareti e morfologie carsiche. La zona umida e la presenza di uno stagno di Sassomassiccio, assicura nei mesi estivi la presenza flora e fauna particolari. Altrettanto importanteo è la presenza della Hottonia palustris, una rara pianta acquatica sommersa dalla quale emerge in primavera una spiga di fiori chiari a verticillo. Nel cuore della Riserva, che si estende su circa 280 ettari, è stato allestito un Centro Visita in un edificio rurale storico situato nelle vicinanze della Chiesa di Sassoguidano, di origine milleduecentesca, edificata in posizione assai panoramica.

RISERVA NATURALE ORIENTATA CASSE DI ESPANSIONE DEL SECCHIA. E' un territorio a cavallo tra le Province di Reggio e Modena, istituito nel 1996, viene gestito da un Consorzio tra i comuni territorialmente interessati che ne tutela le meraviglie. La Riserva mantiene ancora oggi uno dei paesaggi tipici dell'alta pianura, ricca di flora e caratterizzata da ambienti umidi e fluviali e una fauna altrettanto interessante, in particolare un'avifauna di alto interesse, fanno di questo paesaggio un’oasi biologica in un deserto di seminativi e attività umane di vario genere (soprattutto industriali) che non aiutano certo la sussistenza di determinate specie selvatiche.

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