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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Cittanova / Strada Pomposiana, 52

Esondazione del Secchia, Regione chiede lo stato di emergenza

L'ipotesi dell'Aipo è che il cedimento sia dipeso dalla presenza di tane create da volpi e tassi. Si lavora per chiudere il prima possibile la breccia dell'argine del Secchia: necessari 10mila metri cubi di materiale per completare la riparazione

La Regione chiederà al Governo lo stato d’emergenza per le zone del modenese colpite dall’alluvione. Lo ha reso noto il presidente Vasco Errani nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi nel Centro di Marzaglia. Già nella giornata di ieri Errani aveva informato il presidente Letta e il responsabile della Protezione civile Gabrielli sulla situazione; i danni riguardano il sistema infrastrutturale pubblico e di pubblico interesse, il patrimonio edilizio privato e le attività produttive agricole. “Nei prossimi giorni – ha spiegato Errani – invieremo al Governo una prima ricognizione dei danni e delle spese necessarie per far fronte a questa nuova calamità, che riguarda peraltro aree già colpite dal sisma del 2012”. La Regione intanto coprirà con risorse proprie i costi degli interventi necessari, fino a quando non verrà riconosciuto lo stato d’emergenza. Al momento, la priorità principale è chiudere la breccia dell’argine del Secchia. Oggi Errani ha parlato anche del cittadino disperso a Bastiglia: “Siamo tutti toccati – ha detto – da questa vicenda”.  


Le precipitazioni particolarmente intense che hanno interessato l’Emilia-Romagna a partire dal 16 gennaio hanno causato altezze fino a 400 millimetri d’acqua nei bacini del Trebbia, Taro, Enza e Secchia, e fino a 300 millimetri nei bacini del Panaro e Reno. Sono seguite ondate di piena significative, costantemente monitorate dai servizi tecnici competenti. In questo contesto, è stata segnalata nella prima mattinata di domenica una rottura dell’argine del Secchia in località San Matteo che è progredita molto velocemente sino al crollo, raggiungendo i 50 metri di apertura e stabilizzandosi poi, con un’erosione continua, su un’apertura di 70-80 metri.

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