Rivolta in carcere, la Polizia Penitenziaria denunciata per presunti pestaggi

Esposti in procura da parte di detenuti dopo i fatti dammatici del marzo scorso. Il sindacato Sinappe: "Surreale"

Proseguono avvolte nel massimo riserbo le indagini sulla rivolta che lo scorso 8 marzo ha causato nove vittime fra i detenuti del crcere di Sant'Anna e la distruzione di una porzione consistente della strutttura. Complice anche l'emergenza sanitaria, sull'intera drammatica vicenda è calato un silenzio difficile da squarciare.

Come noto la Procura ha delegato la Squadra Mobile di Modena ad investigare sulal dinamica dei fatti, sull'assalto all'infermeria, i danneggiamenti, le violenze e soprattutto le morti di 5 detenuti all'interno delle celle, per i quali il primo informale riscontro autoptico ha suggerito una morte per overdose da farmaci. Ancora più complessa l'inchiesta sui carcerati, altri 4, morti durante e dopo il traporto verso altri penitenziari.

In questo quadro di ancora ssoluta incertezza, nella giornata di ieri la Gazzetta di Modena ha reso noto che due detenuti hanno presentato esposti in Procura sui presunti atti di violenza compiuti dalla Polizia Penitenziaria durante gli scontri: chi ha denunciato sostiene di aver assistito a pestaggi nei confronti di persone che non avevano preso parte in maniera attiva alla rivolta, a seguito del blitz che lentamente e faticosamente ha riportato la calma nella struttura. 

“Non possiamo che chiedere che la giustizia faccia rapidamente il suo corso – hanno commentato Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPe e Francesco Campobasso, segretario nazionale – ma è davvero surreale che con tutto quello che è successo in quei giorni si possa pensare ad atti di violenza gratuita da parte dei poliziotti penitenziari, molti dei quali hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche; come se non bastasse, molti di loro, il giorno dopo, hanno dovuto affrontare un’altra rivolta, a Bologna”. 

“I rivoltosi di Modena hanno distrutto quasi completamente il carcere, per cui speriamo che i responsabili vengano individuati e condannati anche al risarcimento dei danni causati allo Stato. In quei giorni la polizia penitenziaria, supportata dalle altre Forze dell’ordine, ha svolto un lavoro eroico, senza mezzi adeguati, tant’è che la polizia di Stato, in alcune occasioni, ha dovuto prestarci i caschi dismessi. Alcuni degli agenti che hanno sedato le rivolte, successivamente, sono anche risultati positivi al COVID – 19. Sono stati circa 30 i penitenziari danneggiati in tutto il nostro Paese, speriamo, quindi, che vengano trovati e condannati i responsabili delle azioni e, laddove accertato, anche coloro che possano aver avuto un ruolo di istigazione e coordinamento delle rivolte”, concludono i sindacalisti.

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