Cronaca Baggiovara

Minacce ed estorsione ad un agricoltore, due arresti della Mobile

In manette due palermitano di 48 anni, che hanno offerto protezione e preteso soldi da un piccolo imprenditore modenese. Sullo sfondo una separazione coniugale e due incendi dolosi in via Vignolese

Ha trovato la forza di denunciare, ignorando le minacce dei suoi aguzzini, e ha così permesso alla Polizia di arrestare due pregiudicati che gli avevano già estorto 6.000 euro. È la scelta coraggiosa di un 57enne modenese, un piccolo imprenditore agricolo che era incappato in una situazione davvero complessa e potenzialmente molto pericolo, non solo per la sua azienda, ma anche per la sua incolumità fisica.

Tutto è iniziato nei primi giorni di ottobre, quando i due individui si sono presentati all'agricoltore, dimostrando di conoscere molto bene la sua vita privata. I due erano infatti a conoscenza dell'iter di separazione giudiziale che l'uomo aveva intrapreso con l'ormai ex moglie, in quanto conoscenti del nuovo compagno della donna. Una separazione che portava al 57enne richieste economicamente pressanti della ex: i due estorsori si erano offerti di fare da "intermediari" per facilitare questa transizione. Alla modica cifra di 3.000 euro.

La cosa non si è però fermata qui. Da una prima proposta soft si è passati a minacce molto più concrete, legate ad un altro fatto già riportato nelle cronache modenesi. Tra il 2 e il 3 ottobre, infatti, è stata data alle fiamme la baracchina per la vendita della frutta su via Vignolese, di proprietà proprio dell'ex moglie dell'imprenditore. I due estorsori hanno quindi offerto di nuovo la loro "protezione" al 57enne, con un ragionamento tanto contorto quanto sospetto: l'ex moglie avrebbe potuto pensare che fosse stato lui a bruciare la baracchina e avrebbe quindi potuto decidere di bruciargli a sua volta il fienile o la stalla. Nessun problema, una nuova mediazione al costo di altri 3.000 euro avrebbe impedito anche questo.

Un giorno dopo questo secondo versamento, tuttavia, i malviventi sono tornati alla carica, chiedendo altri 2.000 euro e mostrandosi sempre più minacciosi, anche dal punto di vista fisico. L'imprenditore ha quindi deciso saggiamente di avvertire le forze dell'ordine, che lo hanno quindi sostenuto e hanno progettato insieme a lui l'arresto dei criminali. Nella mattina di venerdì scorso è avvenuto a Baggiovara l'incontro per il pagamento della nuova somma, ma questa volta gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti in forze, arrestando in flagranza i due.

Sono così finiti in manette  A.M.G. e G.L., entrambi originari di Palermo e già noti alla giustizia. Uno di loro era in possesso di un coltello e di un tesserino da guardia giurata, che utilizzava anche per dimostrare la propria affinità alle forze dell'ordine e quindi rendersi più credibile alla vittima. Il secondo nascondeva invece in casa una pistola ad aria compressa, che è stata sequestratata. Ovviamente le indagini proseguono per individuare altre potenziali vittime del duo siciliano e definire tutti i contorni della vicenda, compresi i danneggiamenti subiti dall'ex moglie dell'agricoltore.

Il Questore Paolo Fassari ha voluto sottolineare l'importanza di questa attività degli agenti: “L’operazione della Squadra Mobile che quest’anno ha già tratto in arresto 94 persone conferma la necessità che le vittime di reati reagiscano ai fatti di cui sono vittime. Pur riconoscendo il ruolo fondamentale che gli organi d’informazione svolgono in uno stato democratico le denunce – presupposto imprescindibile per perseguire gli autori dei reati – si sporgono presso gli Uffici di Polizia non bastando evidenziare malcontento sui media”.

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