Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Modena, 21 denunce per maxi frode fiscale da 98 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Modena ha concluso dopo tre annid i indagini l'operazione "Avatar", che ha coinvolto in particolare due società modenesi e un samificato sistema di altre aziende che avevano occultato al fisco una somma straordinaria

La Guardia di Finanza di Modena ha concluso un’attività investigativa durata oltre 3 anni nei confronti di un sodalizio criminale, dedito alla commissione di plurimi reati fiscali, scoprendo un’evasione fiscale da quasi 100 milioni di Euro e denunciando a piede libero oltre 20 soggetti responsabili. Le indagini hanno tratto origine dagli esiti di una verifica fiscale avviata nei confronti di una società di medie dimensioni con sede nella provincia di Modena. Durante le operazioni di apertura dell’ispezione contabile, in particolare, è stata rinvenuta una borsa che l'amministratore delegato si è rifiutato di consegnare alle Fiamme Gialle. Dopo essere stato costretto dall'Autorità Giudiziaria, l'ad ha ceduto, rivelando numerosi documenti (contabili e non) relativi ad una serie di società italiane ed estere

La “curiosità” dei militari è stata oltremodo sollecitata dalla constatazione che il citato amministratore apparentemente non aveva titolo per detenere la documentazione rinvenuta, in quanto all’interno delle società non risultava aver assunto alcun incarico ufficiale. Proprio dalla disamina di tale documentazione si sono successivamente sviluppati gli ulteriori approfondimenti, che hanno permesso di prefigurare la sussistenza di un’articolata associazione a delinquere con base in Emilia Romagna e ramificazioni in ulteriori regioni (Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo e Puglia) ed accertare l’esistenza di un complesso sistema di frode all’IVA, che - attraverso l’interposizione fittizia di diversi soggetti giuridici nell’ambito di inesistenti compravendite di merce di diversa tipologia (operazioni definibili di “trading”) - ha consentito l’evasione di svariati milioni di euro.

In tale contesto operativo, sono state recentemente concluse due verifiche fiscali nei confronti di società aventi sede nella provincia di Modena. Nel corso della prima, effettuata nei confronti di una società operante nel settore della fabbricazione di imballaggi di materie plastiche, sono state rilevate plurime “anomalie” contabili: notevoli discordanze fra il volume d’affari dichiarato e quello constatato, sospette compensazioni di debiti e crediti con società italiane ed estere e la presenza di fatture ricevute ma non annotate negli appositi registri.

Il meccanismo di frode dell'Iva prevedeva l’esecuzione di fittizie compensazioni nei pagamenti all’Erario ed il rilascio di false dichiarazioni d’intento, normalmente utilizzate dagli operatori economici considerati “esportatori abituali” per poter effettuare gli acquisti in esenzione dell’Iva ed evitare in tal modo la formazione di rilevanti crediti Iva.

La seconda verifica ha riguardato, invece, un’ulteriore società fittiziamente trasferita all’estero ma “di fatto” operante in Italia. La stessa, infatti, era effettivamente gestita da un soggetto modenese pur avendo un cittadino venezuelano quale “testa di legno” nel ruolo di rappresentante legale. Detta società sarebbe stata utilizzata dall’organizzazione criminale quale terminale ultimo per monetizzare le disponibilità di denaro provenienti dal sistema truffaldino realizzato, successivamente utilizzate dai promotori della frode per l’acquisto di quote societarie e/o conferimenti di capitale nelle società a loro riconducibili.

Al termine dell’indagine, sono state denunciate a piede libero a vario titolo 21 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi reati fiscali. Significativi i risultati conseguiti: è stata accertata l’omessa dichiarazione di componenti positivi di reddito per oltre 98 milioni di euro e l’omessa dichiarazione di IVA per oltre 13 milioni di euro. Inoltre, è stata constatata l’emissione di fatture per operazioni inesistenti pari ad oltre 250 milioni di euro e l’utilizzo di fatture false pari ad oltre 225 milioni di euro.

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