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Società modenesi con sede in Lussemburgo e a Madeira, la Finanza recupera 6,5 milioni evasi

Scoperta dalle Fiamme Gialle un'evasione fiscale milionaria, nell'ambito delle cosiddette società "esterovestite", che spostano la sede legale in territori a fiscalità agevolata, frodando in questo modo l'Erario

Due società “esterovestite” risultate essere evasori totali, fenomeni di abuso del diritto e pianificazione fiscale aggressiva, milioni di euro di redditi nascosti al fisco nazionale, 6 attività ispettive a conclusione delle quali sono stati versati nelle casse dell’erario 6,5 milioni di euro a titolo di imposte evase, sanzioni ed interessi. Sono questi i principali risultati di un’articolata attività a marcata proiezione investigativa condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Modena nei confronti di un gruppo societario multinazionale operante in questa provincia e dei soci persone fisiche.

In particolare, è stato accertato che il gruppo - sulla cui identità come sempre le Fiamme Gialle mantengono il riserbo - aveva negli anni stabilito solo formalmente le sedi di alcune delle sue strutture societarie nel Granducato di Lussemburgo, per poter beneficiare indebitamente dei vantaggi fiscali riconosciuti in quel territorio. Due società lussemburghesi erano di fatto gestite dalla sede nazionale operativa ubicata nella provincia modenese, circostanza che ha consentito di localizzare sul territorio nazionale la loro sede di direzione effettiva e di qualificare le stesse come “società esterovestite”, con conseguente attrazione all’imposizione domestica degli ingenti profitti realizzati e occultati all’erario. Una società fiduciaria lussemburghese aveva offerto alle "modenesi" le proprie prestazioni di mera domiciliazione e disponibilità dei propri dipendenti per rivestirne il ruolo formale di amministratori, il tutto al fine di “camuffare” la presenza in quello Stato delle due società.

Le contestazioni fiscali si sono estese successivamente alle persone fisiche proprietarie del Gruppo multinazionale che, attraverso operazioni di schermatura, avevano fatto confluire i redditi a loro imputabili (diversi milioni di euro) su ulteriori società formalmente residenti sia sul territorio lussemburghese che nella zona franca dell’isola portoghese di Madeira, al solo fine di sottrarsi alla tassazione domestica e beneficiare dei regimi fiscali più favorevoli previsti da quelle giurisdizioni estere.

A seguito delle attività ispettive dei finanzieri modenesi, le società “esterovestite” e le persone fisiche interessate hanno avviato l’iter per la definizione delle contestazioni con la locale Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate ovvero ricorso allo strumento del ravvedimento operoso, regolarizzando le posizioni debitorie con l’erario mediante il versamento della somma di circa 6,5 milioni di euro.

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