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Giovedì, 18 Agosto 2022
Cronaca

Esposizione a radiazioni sul lavoro, un modenese alla guida della Commissione internazionale

Il prof. Fabriziomaria Gobba del Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica di Unimore presiede per il prossimo triennio 2015-2018 il Comitato Scientifico sulla Esposizione a Radiazioni sul Lavoro - della Commissione Internazionale per la Salute Occupazionale

Un italiano alla guida del Comitato Scientifico sulle Radiazioni nei luoghi di lavoro. Sarà il prof. Fabriziomaria Gobba del Dipartimento di Medicina Diagnostica, Clinica e di Sanità Pubblica di Unimore il primo italiano a presiedere per il prossimo triennio 2015-2018 uno dei comitati più importanti facenti parte della Commissione Internazionale per la Salute Occupazionale - International Commission on Occupational Health – ICOH.

La nomina del docente di Unimore è avvenuta a Seoul (Corea) nel corso dell’ultimo Congresso dell’associazione mondiale di Medicina del Lavoro, la maggiore manifestazione mondiale di questa branca medica, al quale hanno partecipato oltre 3500 medici ed operatori del settore provenienti da circa 100 nazioni diverse.

I rischi per la salute dovuti all’attività lavorative restano certamente un problema molto rilevante, nonostante gli sforzi compiuti abbiano indubbiamente consentito dei progressi. Ad esempio si stima che, oltre il 10% di tutti i tumori del polmone ed oltre il 20% di quelli della vescica e delle leucemie, dal 20 al 40% delle patologie della schiena, siano correlabili al lavoro, a cui sarebbero da attribuire, in modo diretto o indiretto, dal 5 al 10% di tutte le morti nelle persone di sesso maschile secondo un recente studio scandinavo. Queste patologie sarebbero tutte potenzialmente evitabili attraverso adeguate misure di prevenzione. Uno degli ambiti considerarti importanti e di attualità in Medicina del Lavoro è quello dei rischi per la salute e degli effetti per gli operatori che possono essere causati dall’esposizione lavorativa alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. 

Tra gli obiettivi, che il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore si propone di sviluppare nel suo mandato, sono: quello di giungere all’acquisizione di conoscenze più definitive sul problema dei danni visivi causati dalle basse esposizioni a radiazioni ionizzanti nel personale sanitario, e quello, finora largamente sottovalutato se non ignorato, dei danni alla salute da un’eccessiva esposizione alla radiazione solare durante il lavoro. La radiazione Ultravioletta (UV) solare è un cancerogeno accertato, ed è la principale causa dei tumori della pelle: i carcinomi che sono i tumori maligni più frequenti nelle persone di razza chiara negli Stati Uniti, in Australia, ma anche in molte altre Nazioni inclusa l’Italia, ed i melanomi, la cui incidenza è purtroppo in costante crescita negli ultimi 25 anni nella popolazione di origine caucasica, cioè quella di razza bianca. Gli UV possono poi causare dei danni anche all’occhio, il più importante dei quali certamente è la cataratta, una delle principali cause di grave danno visivo nella popolazione di età medio-avanzata, ma anche altri, quali tumori dell’occhio e danni retinici.

“Dobbiamo avere ben chiaro - afferma il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore - che queste patologie, che sono molto frequenti nei lavoratori che passano molto tempo all’aperto come gli edili, gli agricoltori, i giardinieri o i marittimi, o anche gli istruttori sportivi, le forze dell’ordine e molti altri, sarebbero evitabili con l’adozione di semplici misure di prevenzione”. 

Il problema è ben noto anche a livello di Comunità Europea, che ha promosso un gruppo di lavoro internazionale per lo studio delle attività più a rischio e delle misure preventive attuabili, del quale il prof. Fabriziomaria Gobba è stato chiamato a far parte con il prof. Giovanni Pellacani di Unimore.

“Questa nomina alla presidenza del Comitato Scientifico Radiation and Work  - prosegue il prof. Fabriziomaria Gobba di Unimore - mi da una grandissima soddisfazione anche perché costituisce il riconoscimento del lavoro svolto in questi anni con i miei collaboratori sugli importanti problemi per la salute dovuti all’eccessiva esposizione alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, in particolare a quelle UV, specie le UV solari che, per motivi principalmente culturali, sono purtroppo molto sottovalutati se non del tutto disconosciuti. E’ poi importante ricordare che la prevalenza di questi significativi danni per la salute potrebbe essere abbattuta di molto. Per questo, tra i principali obiettivi, che mi propongo nel mio periodo di presidenza, vi è quello di portare una più adeguata attenzione, anche delle istituzioni, sui problemi delle radiazioni, ionizzanti e non ionizzanti, in particolare quelle solari, con lo scopo di promuovere la messa in atto di più efficaci misure di prevenzione nei lavoratori. Le ricadute sarebbero rilevanti perché queste patologie, ed in particolare quelle da eccessiva esposizione alla radiazione solare, hanno un significativo impatto sulla salute della popolazione, specie di quella di età media ed anziana, oltre che un crescente costo sanitario che potrebbe essere risparmiato, o almeno utilizzato per altre patologie non prevenibili”

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