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False coop e lavoro nero, 51 persone denunciate dalle Fiamme Gialle

Scoperte 9 cooperative fasulle e denunciati 51 soggetti. Ben 900 i lavoratori irregolari individuati dai controlli dei finanzieri che hanno anche accertato un giro milionario di evasione fiscale

La Guardia di Finanza di Modena ha incentrato la propria attività ispettiva dell'ultimo periodo su una serie di attività di contrasto ai fenomeni di lavoro irregolare, illecita somministrazione di manodopera ed impropria utilizzazione di società cooperative.  Quest'ultima, in particolare, è una pratica sempre più frequente nel contesto economico della nostra provincia, un tempo patria della cooperazione mutualistica e oggi contaminata da iniziative sempre al limite della legge e del suo spirito.

In particolare, sono state concluse 23 verifiche fiscali che hanno consentito, nel complesso, di deferire all’Autorità Giudiziaria competente 51 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo del reato di illecita somministrazione di manodopera ed altri delitti di natura fiscale, nonchè l’individuazione di oltre 900 lavoratori irregolarmente impiegati.

Gli interventi ispettivi eseguiti hanno altresì permesso di determinare il danno prodotto all’Erario, in termini di base imponibile sottratta ad imposizione, costituita da ricavi non dichiarati pari a circa 7 milioni di euro, costi indeducibili pari a 14 milioni di euro, da una maggior base imponibile segnalata ai fini dell’IRAP per 42 milioni di euro, da un’IVA evasa pari a 16 milioni di euro, nonché  dall’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 25 milioni di euro.

Le attività di controllo, più in dettaglio, sono state avviate a seguito di un’analisi del tessuto economico della provincia da cui è emersa la ben nota tendenza di molte imprese ad esternalizzare intere fasi del ciclo produttivo affidandosi a soggetti terzi (per lo più società cooperative), attraverso la sottoscrizione di contratti di prestazione di servizio. Tali metodologie se, da un lato, consentono al soggetto committente di sostenere costi per il personale più contenuti, anche sotto il profilo fiscale, dall’altro possono spesso preludere alla consumazione di comportamenti fraudolenti che alterano l’attuazione del principio di libera concorrenza tra le imprese. Di fatto, queste cooperative si possono considerare fasulle in quanto i lavoratori vengono considerati come veri e propri dipendenti, fuori da ogni concezione mutualistica, ricevendo però il trattamento fiscale di favore proprio dell'impresa cooperativa.

Sulla base dell’esito di tale analisi, i Reparti del Comando Provinciale di Modena, anche allo scopo di tutelare i lavoratori coinvolti, danneggiati dal potenziale mancato versamento dei contributi assistenziali e previdenziali correlati alle singole posizioni lavorative, hanno avviato l’esecuzione di specifiche attività ispettive nei confronti inizialmente di 9 soggetti economici (operanti per la maggior parte nel settore della lavorazione carni), ritenuti più a rischio in quanto risultavano impiegare, a fronte di elevati volumi di affari, un esiguo numero di lavoratori dipendenti.

Nei confronti di queste società sono state pertanto eseguite ulteriori 14 attività ispettive che hanno permesso, tra l’altro, di accertare la sussistenza di elementi positivi di reddito non dichiarati per oltre 7 milioni di euro, costi non deducibili per oltre 13 milioni di euro, un’IVA. evasa per oltre 10 milioni di euro e l’emissione di false fatture per oltre 25 milioni di euro, nonché, di segnalare alla competente Autorità Giudiziaria, nello specifico, 20 persone responsabili per reati fiscali. La Procura della Repubblica di Modena, condividendo il complessivo impianto accusatorio della Guardia di Finanza, ha già assunto la determinazione di esercitare l’azione penale, avviando le successive fasi processuali.

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