Spacciano a scuola e fra i coetanei, scoperta la rete gestita da quattro ragazzi

Due scuole di Mirandola e Carpi e i luoghi di aggregazione della Bassa erano il "terreno di caccia" per tre minorenni e un 18enne, che coltivavano smerciavano importanti quantità marijuana, ma anche di hashish, fra gli studenti

Che il consumo di droghe "leggere" fra i ragazzi sia purtroppo frequente è un dato assodato, ma che siano gli stessi ragazzi ad organizzarsi per gestire il traffico è un fenomeno che sta emergendo più di recente e che desta non poca preoccupazione. Caduti molti freni inibitori del passato, infatti, sempre più spesso a trafficare droga all'interno delle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile sono gli stessi studenti, come rilevato da diverse operazioni condotte dalle forze dell'ordine sul territorio. In particolare sono la bassa modenese e l'importante polo scolastico di Carpi a finire più spesso agli onori delle cronache grazie all'attività della Compagnia Carabinieri che controlla quella porzione di provincia.

Sono stati proprio i Carabinieri di Carpi, insieme ai colleghi di Mirandola, a scoprire nei mesi scorsi una fitta rete di smercio di hashish e marijuana, gestita con sorprendente autonomia "imprenditoriale" da tre 17enni di Mirandola e da un 18enne di Camposanto. Due di loro frequentavano scuole superiori a Carpi e a Mirandola, che erano diventate le principali piazze di spaccio verso i coetanei, insieme ovviamente a parchi, sale giochi e locali pubblici di ritrovo.

I militari hanno documentato con certezza almeno 30 episodi di spaccio, che si sono tradotti in altrettante segnalazioni alla Prefettura dei giovanissimi assuntori, la maggior parte dei quali ancora minorenni. L'indagine è partita nell'estate scorsa, grazie al sequestro di un cellulare ad uno spacciatore, che ha fornito interessanti prove dei contatti con i giovanissimi coinvolti poi nell'inchiesta.

Durante l'attività investigativa è stato poi scoperto che non solo i ragazzi si rifornivano della droga da spacciare ai coetanei, ma addirittura la producevano. In una delle loro abitazioni è infatti stata trovata una serra per la coltivazione di cannabis, con alcune decine di piante, che era stata tenuta nascosta addirittura ai genitori, del tutto ignari dell'attività illegale dei figli.

La loro attività era ben congeniata e redditizia, tanto che godeva anche della "copertura" degli stessi clienti, che per autotutelarsi segnalavano la presenza delle forze dell'ordine agli amici/fornitori. Le comunicazioni avvenivano in codice, visto che i pusher erano noti con soprannomi tratti dai videogiochi e dai fumetti (Coccodrillo, Apex, Jigen e Linus).

I quattro sono stati quindi denunciati, tre alla procura dei Minori di Bologna e il maggiorenne alla Procura di Modena.

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