Corteo leghista per le strade di Vignola: “Dobbiamo difenderci dal terrorismo”

Circa 300 militanti leghisti dalle province della regione e del Veneto hanno percorso le vie di Vignola per protestare contro le minacce rivolte da alcuni stranieri a ragazzi vignolesi. Fabbri: “Dobbiamo difendere territorio”

Nel tardo pomeriggio di oggi Vignola è stat ameta di circa 300 sostenitori della Lega Nord, giunti dai comuni modenesi, dalle province limitrofe e persino dalle regioni vicine. Per le vie del paese si è così dipanata l'annunciata manifestazione “Sicuri e liberi in casa nostra”, che il carroccio vignolese ha voluto organizzare dopo i fatti saliti alla ribalta nazionale, ovvero le minacce a sfondo religioso e i colpi di pistola a salve sparati in aria da alcuni nordafricani, che lo scorso 5 gennaio avevano preso di mira un gruppo di minorenni del luogo.

Un fatto grave, chiarito poi dagli stessi magrebini, che si erano recati spontaneamente dai Carabinieri ammettendo quello che era “uno scherzo fatto dopo aver bevuto troppo al bar” e consegnando l'arma a salve. Le scuse dei giovani stranieri e la spiegazione di quanto accaduto non ha però fermato la macchina organizzativa della Lega Nord, che oggi alle 18 è partita con il proprio corteo da via Resistenza, per giungere in piazza Braglia dove si è tenuto un comizio.

Durante la manifestazione, la preoccupazione per il gesto di qualche giorno è stata presto sopraffatta da richiami agli scenari internazionali, al terrorismo di matrice islamica e alle politiche sull'immigrazione, fulcro delle battaglie leghiste. "Cinque minorenni che, dopo una serata in pizzeria, vengono fermati sul tragitto verso casa e minacciati in quel modo - ha dichiarato il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale, Alan Fabbri - e' qualcosa di indegno. La nostra battaglia e' contro il terrorismo islamico e dobbiamo lottare tutti insieme. Dobbiamo difendere il nostro territorio".

In giornata – oltre alla pesante critica del Pd di Vignola alla manifestazione del Carroccio – era intervenuto sulla vicenda anche il Presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli: “L’episodio di Vignola non è una ragazzata, e sarebbe sbagliato derubricarla come tale. E' un episodio molto grave per quello che significa negli aspetti culturali ed educativi. Non entro nelle vicende giuridico/penali – aveva precisato Muzzarelli - sarà la magistratura a stabilire se e quali reati siano stati posti in essere. Credo però che a tutti noi spetti il compito di interrogarsi e capire se l’episodio sia una spia di fenomeni più profondi e diffusi”.

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