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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca Maranello

Mail-truffa, attenzione ai casi di phishing con finti messaggi del Comune di Maranello

Segbalati casi che vedono coinvolto suo malgrado il comune modenese, totalmente estraneo a questo genere di richieste

Sono sempre più sofisticati i tentativi di “phishing”, cioè le azioni condotte via Internet al fine di acquisire dati personali, soprattutto bancari. L’ultimo tentativo coinvolge suo malgrado il Comune di Maranello, che risulta aver inviato una mail – mittente “commissione comunale” - contenente l’offerta di un purificatore d’acqua gratis.

Il cittadino maranellese destinatario del messaggio, dopo aver verificato la totale estraneità del Comune, ha informato Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl), che peraltro negli ultimi giorni aveva già ricevuto altre segnalazioni di questo tipo.

«Il phishing si attiva con l’invio di una mail o sms, tramite i quali si invita il destinatario a visitare un sito internet solo apparentemente uguale a quello di un soggetto realmente esistente, per esempio un’amministrazione pubblica o una banca, con l’intento di carpire notizie personali e riservate, quali password o/e numero carta di credito, per prelevare fraudolentemente fondi dal conto corrente on line o dalla carta di credito del consumatore – avverte Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale - Non bisogna mai aprire o rispondere a una mail o sms se non si è certi del mittente e se non si tratta di un sito verificato; che abbia, per esempio, l’icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.

Banche e altri intermediari non chiedono mai tramite mail notizie riservate ai propri clienti. In caso di prelievi indebiti, il consumatore deve immediatamente bloccare il proprio conto e presentare denuncia alle autorità; polizia, carabinieri e Guardia di finanza hanno nuclei specializzati».

Cangini consiglia di verificare sempre l’estratto conto per controllare l’esattezza di quanto riportato a credito e debito del titolare del conto corrente. La richiesta di rimborso di importi prelevati fraudolentemente deve essere inviata all’intermediario che ha emesso la carta o presso il quale si ha il conto corrente dal quale siano stati effettuati i prelievi fraudolenti. In caso di mancata o insufficiente risposta della banca, il consumatore può rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.
 

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