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Cronaca

Ricostruzione, l'Europa ci ripensa: ecco i "famosi" 670 milioni

La maggioranza qualificata dei Ministri delle Finanze approva l'erogazione degli aiuti. Contrari solamente Finlandia, Gran Bretagna e Svezia. Ora la palla passa al Parlamento Europeo

Marcia indietro dell'Unione Europea. Dopo la fumata più nera che grigia della scorsa settimana sui 670 milioni di euro di fondi comunitari per la ricostruzione dell'Emilia colpita dal sisma, la maggioranza qualificata dei Ministri delle Finanze dei Ventisette, durante la riunione del Consiglio Ecofin in corso a Bruxelles, ha finalmente dato l'ok allo stanziamento degli aiuti previsti dal Fondo di Solidarietà Ue.

A riferirlo fonti della presidenza di turno cipriota dell'Ue: la presidenza stessa ha chiesto quanti paesi membri fossero favorevoli e quanti contrari allo stralcio del via libera ai fondi per l'Emilia Romagna (al cui pagamento nessun ministro si oppone) dal difficile negoziato sul bilancio per il 2013 e i correttivi per il 2012, che riprenderà in serata dopo la fine dell'Ecofin sotto forma di conciliazione con il Parlamento europeo. Secondo le fonti, dopo aver osservato che contro lo stralcio si erano dichiarati solo tre paesi, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia, la presidenza di turno ha constatato che la maggioranza qualificata del Consiglio era d'accordo. Questa è dunque la posizione che porterà la presidenza nel negoziato con la Commissione (che è favorevole) e con il Parlamento europeo, che deve comunque approvare la decisione.

"Cautamente" soddisfatto Angelo Rughetti, segretario generale Anci, attualmente direttore dell'Ufficio di coordinamento del comitato istituzionale e di indirizzo per la ricostruzione e l'assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto: "Questa è una buona notizia perchè si tratta di una decisione che riconosce il diritto dei territori emiliani a ricevere il giusto corrispettivo per sopperire ai costi connessi all'emergenza e alla prima ricostruzione".

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