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Formaldeide all'ex Villa Fiorita, chiesto trasferimento del personale e dei servizi

Gli operatori e i sindacati spingono per la messa in sicurezza dell'edificio. Si attendono gli esiti dei campionamenti, ma l'indirizzo è quello di un trasferimento dei servizi in altre strutture, per permettere la bonifica dei locali di via Cairoli

Inizia la mobilitazione dei dipendenti Ausl del Distretto Sanitario di Sassuolo, che ormai da qualche mese sono alle prese con l'emergenza dettata dalla presenza di formaldeide all'interno dei locali in cui lavorano. La sede del Distretto nell'ex Villa Fiorita, in via Cairoli, è stata sottoposta a campionamenti per verificare la concentrazione della sostanza tossica, la cui presenza è ormai ben più che un originario sospetto.

Sono stati gli stessi lavoratori a lamentare per primi malesseri, mal di testa, bruciore alle vie respiratorie, lacrimazione agli occhi, irritazione cutanea, e ad avvisare la Medicina del Lavoro e i loro rappresentanti per la sicurezza, che hanno poi segnalato la criticità al Servizio di Prevenzione e Protezione dell’Ausl.

Il problema è stato affrontato anche ieri nell’assemblea sindacale indetta dalla FP/Cgil in cui erano presenti oltre 50 lavoratori, che hanno espresso tutte le loro preoccupazioni sulla salubrità dei locali.

L’Azienda Usl sta facendo le indagini necessarie, affidate agli specialisti della Fondazione Maugeri-Centro Ricerche Ambientali. Ad oggi infatti sono stati effettuati quattro sessioni di campionamenti che hanno portato a rilevare valori di formaldeide significativi, e tre incontri con il personale per informarlo sullo stato di avanzamento. I campionamenti sono stati eseguiti in vari step, adottando fra le varie normative di riferimento, quella più rigida e maggiormente cautelativa per i lavoratori e gli occupanti. 

“Quello che però tutti i lavoratori chiedono – afferma Anna Paragliola segreteria Fp/Cgil Modena – è di uscire dalla struttura nel più breve tempo possibile e che i lavori di bonifica, che partiranno presumibilmente appena finiti i campionamenti, avvengano senza la presenza di alcun operatore all’interno della struttura”. L'Ausl starebbe perciò valutando uno spacchettamento di ambulatori e servizi verso l'Ospedale Vecchio (via Prampolini), lo stabile di via Cavallotti e anche il Nuovo Ospedale.

“E’ vero che l’azienda si continua a confrontare con gli Rls, ma non c’è ad oggi – continua la sindacalista - alcuna comunicazione formale alle Organizzazioni sindacali di categoria. La FP/Cgil chiede perciò di aprire al più presto un confronto con l’Ausl di Modena per affrontare le problematiche connesse a un ulteriore spostamento dei servizi e alla conseguente organizzazione del lavoro”.

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