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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca

Frustrato dalla disoccupazione, uccide prima la moglie e poi la suocera: "Erano la mia vita"

Francesco Grieco si è pentito, dopo aver ucciso prima la moglie e poi la suocera tra sabato e domenica. L'interrogatorio in Procura ha ricostruito l'esatta dinamica di quanto accaduto. L'assassino soffriva di depressione e aveva smesso di assumere i farmaci che gli erano stati prescritti

E' stata una notte rossa a Gorghetto di Bomporto, scioccata dal duplice omicidio di madre e figlia. A confessare il tutto è stato lo stesso omicida, Francesco Grieco, 53enne da anni disoccupato, che dopo il riposo di sabato pomeriggio insieme alla moglie, Francesca Marchi 52enne, l'ha uccisa mentre si stava infilando le calze, strangolandola. Non sa neppure lui il motivo di quell'atto violento, ma è sicuro che lui amava la moglie e la considerava "tutta la sua vita". Tanto che durante tutta la giornata di sabato ha pensato più e più volte di suicidarsi con un coltello. Al mattino di domenica però è arrivata la suocera, Irene Tabarroni, e dopo averle mentito spiegando che la moglie era uscite con le amiche, si è trovato nella condizione di uccidersi o uccidere anche l'anziana. Quest'ultima scelta ha prevalso e Grieco ha provato a strozzare la 92enne, ma lei resisteva, così l'ha finita con un colpo di martello. 

LA COSTRUZIONE DI UN ALIBI E LE PROVE. Dopo aver commesso il duplice omicidio ha chiamato l'ambulanza e ha cercato di difendersi davanti l'evidenza, raccontando una sua storia: era rincasato alle 6.00 del mattino e si era messo a dormire sul divano al piano terra. Una volta svegliato si era accorto che la moglie non lo era venuto a salutare e così l'aveva cercata e ritrovata all'ultimo piano, senza vita. Allora aveva cercato la suocera e scoperto che era stata strozzata. Il fatto che sapesse com'erano state uccise le due vittime ha subito fatto insospettire i Carabinieri. Per altro non c'era stata manomissione da esterni e la borsa della signora Marchi, contenente 300 euro, era al suo posto. Questi indizi escludevano la possibilità di intervento esterno. E' così che davanti all'evidenza, dopo due ore di interrogatorio presso la Procura il signor Grieco ha ammesso la propria colpevolezza. A confermare l'ipotesi delle forze l'ordine è stato anche il ritrovamento delle scarpe e dei vestiti indossati dall'assassino durante il delitto, che erano cosparsi di macchie di sangue, che saranno presto analizzate dai RIS di Parma.

"IO AMAVO MIA MOGLIE, ERO IN OTTIMI RAPPORTI CON MIA SUOCERA". Gli stessi che lo hanno interrogato si erano accorti da subito che l'accusato stentava a costruire una testimonianza plausibile, quasi volesse in realtà dire la verità. Dopo essere stato messo alle strette e aver confessato, il signor Grieco ha ripetuto diverse volte che lui amava la moglie ed era in ottimi rapporti con la suocera. Anzi era stata la suocera ad ospitarlo 15 anni prima quando si era sposato con Francesca. Solo che la signora era sempre più esigente di attenzioni e così, anche i piacevoli momenti passati con la moglie, erano diventate impossibili. Una situazione che si aggiungeva alla regolare frustrazione e mancanza di prospettiva occupazionale.

FOLLIA DELLA DISOCCUPAZIONE. Queste dichiarazioni di affetto verso le due vittime hanno portato la Procura ad indagare meglio le condizioni di vita della famiglia. Gli inquirenti hanno appurato che la coppia godeva di una condizione economica buona, nonostante il signor Grieco non lavorasse da tempo. Era stato impiegato per molti anni nel settore della ceramica, ma, una volta arrivata la crisi, era stato assunto come portinaio di un hotel. Anche l'hotel era fallito e Grieco si era trovato di nuovo senza lavoro. Diceva che sarebbe stato disposto a fare qualsiasi lavoro pur di occupare il tempo, ed invece si è ritrovato ad assistere la suocera invalida, aumentando la propria frustazione. 

DEPRESSIONE O INCAPACITA' DI INTENDERE. Secondo i vicini Grieco e sua moglie non litigavano, se non di rado, e comunque non erano mai arrivati ad urla o discussioni forti. Quello che è certo è che l'assassino soffriva di depressione, tanto che si era recato dal medico di famiglia, il quale aveva prescritto degli antidepressivi. Dopo alcuni giorni l'uomo avrebbe però smesso l'assunzione dei medicinali, poiché riteneva che non giovassero al suo stato d'animo e fossero utili solo a tranquilizzarlo e conciliare il sonno. Resterà dunque alla Procura, in prima istanza, il compito di comprendere meglio se si è trattato di raptus causato da depressione, oppure se il signor Grieco fosse incapace di intendere e di volere al momento dell'efferato omicidio. 

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