Frane, sale a 116 milioni euro la stima dei danni in Regione

In aumento dissesti e criticità idriche: aumenta la stima dei costi fatta rispetto la richiesta di stato di emergenza per realizzare gli interventi più urgenti. L'assessore regionale Gazzolo: "Inviato a Roma il Rapporto preliminare d'evento"

Frana a Marano

Sale la stima dei danni causati dall’ondata di maltempo che ha colpito l’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, nei mesi di marzo e inizio aprile, a causa del costante aumento delle segnalazioni di dissesto. Le circa 850 indicate nella relazione fatta dall’assessore regionale alla Sicurezza territoriale Paola Gazzolo durante l’Assemblea legislativa del 9 aprile hanno già superato quota 1100 (con circa 200 Comuni colpiti). Si tratta peraltro di un dato che potrà essere soggetto a ulteriori aggiornamenti. Dai sopralluoghi, dalle verifiche tecniche e della segnalazioni degli enti è emersa la necessità di realizzare interventi – i più urgenti – per un totale di 116 milioni di euro: una cifra significativamente superiore ai 63 milioni indicati nella richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza, proprio a causa dell’evoluzione eccezionalmente negativa degli eventi in corso.

“Come temevamo gli eventi meteo-idrogeologici hanno innescato una serie drammatica di effetti, che si stanno manifestando di ora in ora: il quadro della situazione – sottolinea l’assessore Gazzolo – è contenuto nel Rapporto preliminare d’evento che abbiamo inviato a Roma, e che viene costantemente aggiornato. Ribadisco: occorrono risorse certe, e subito, per far fronte alle emergenze. È quanto chiediamo al Governo. Ma non si può lavorare solo sull’emergenza: è fondamentale avviare un piano regionale per la manutenzione ordinaria del territorio”.

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I dissesti hanno provocato 23  interruzioni totali di strade con l’isolamento di 20 località o abitazioni; 29 le abitazioni  distrutte o fortemente danneggiate;  68 le persone evacuate in 13 Comuni: Casalfiumanese, San Benedetto Val di Sambro e Vergato (Bologna), Marano sul Panaro, Lama Mocogno, Pavullo e Palagano (Modena), Tizzano Val Parma (Parma), Canossa, Carpineti, Castellarano, Ramiseto e Vetto (Reggio Emilia). Sono state riscontrate inoltre ulteriori situazioni di potenziale rischio per una quarantina di edifici residenziali (su cui al momento non sono state emesse ordinanze di evacuazione) e per 8 edifici produttivi/allevamenti con sospensione o riduzione dell’attività.

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