Cie Modena, frode nelle pubbliche forniture: tre denunce

Secondo le indagini svolte dalla Guardia di Finanza, il consorzio l'Oasi si sarebbe reso responsabile di molteplici inadempienze: dagli aspetti contabili e della sicurezza sui luoghi di lavoro, fino ai servizi previsti dal capitolato d'appalto

Cie di Modena

Frode nelle pubbliche forniture in concorso. Con tale accusa, la Guardia di Finanza di Modena ha denunciato i due legali rappresentanti e l’amministratore di fatto del Consorzio "L'Oasi" in riferimento alla gestione del Cie di via Alessandro Lamarmora. Su delega del Pm Marco Niccolini, le Fiamme Gialle hanno eseguito indagini nei confronti del consorzio siracusano che, dopo una gara d'appalto a evidenza pubblica nella quale non erano giunte offerte appropriate, si era aggiudicato con procedura negoziata la gestione triennale del centro. L’aggiudicazione era avvenuta offrendo un ribasso del 3% sul prezzo a base d’asta (pari a 30 euro giornalieri per ciascun ospite), per un corrispettivo complessivo di oltre 1,9 milioni di euro. Dall’esame della documentazione acquisita nell’ambito delle operazioni di polizia giudiziaria, è emerso che il Consorzio aveva presentato dei certificati di regolarità contributiva (i cosiddetti Durc) che non corrispondevano alla propria reale posizione. Infatti, il predetto Consorzio, a causa di una conclamata incapacità economico-finanziaria, aveva accumulato un effettivo debito contributivo verso gli Enti previdenziali pari ad oltre 300mila euro. 
 
INADEMPIENZE - Con riferimento alla gestione del Cie di Modena (che poteva contenere fino ad un massimo di n. 60 ospiti), è stato accertato che, nell’esecuzione del contratto di appalto, il Consorzio si era reso responsabile di molteplici inadempienze relativamente agli aspetti contabili e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Inoltre lo stesso non aveva provveduto a somministrare servizi secondo le modalità qualitative e quantitative previste dal capitolato d’appalto. Mancanza di medicinali e di adeguate terapie mediche, forniture incomplete di kit di vestiario per gli ospiti, personale presente inferiore a quello previsto, pasti scarsi o di scarsa qualità: queste sono solo alcune delle mancanze accertate dai militari del comando di viale Piersanti Mattarella. Tali inadempienze sarebbero state di gravità tale da originare frequenti situazioni di tensione sia tra gli ospiti del Cie, (che, nel corso del 2013, hanno messo in atto rivolte e disordini causando gravi danni) che tra i dipendenti del Consorzio, che hanno messo in atto contestazioni sindacali

APPALTI - Non solo: il consorzio "L'Oasi" sarebbe stato anche in procinto di aggiudicarsi la gara d’appalto, del valore di 4.336.200 euro, indetta nel 2013 dalla Prefettura di Milano per la gestione del Cie di via Corelli e aveva presentato un’offerta per la gara d’appalto del valore di 11.826.000 di euro avviata nello stesso anno dalla Prefettura di Roma per la gestione del Cie di Ponte-Galeria. Le rispettive Stazioni Appaltanti, sulla base della elementi acquisiti con le indagini svolte dal Nucleo Polizia Tributaria di Modena, hanno provveduto ad escludere il consorzio dalla procedura di assegnazione per mancanza dei requisiti previsti a norma di legge nel codice dei contratti pubblici. 
 
DENUNCE - Al termine delle indagini, sono stati deferito all'Autorità Giudiziaria i due legali rappresentanti e l’amministratore di fatto del Consorzio come responsabili del reato di frode nelle pubbliche forniture, in concorso. La Procura della Repubblica di Modena ha già provveduto a richiedere formalmente il rinvio a giudizio dei soggetti ritenuti responsabili della frode. La Prefettura di Modena aveva già rescisso il contratto di appalto con il Consorzio e, successivamente il Ministero degli Interni, di concerto con il Ministero dell’Economia aveva decretato la chiusura definitiva del Cie di Modena a decorrere da dicembre 2013. 
 
 
 
 

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