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Cronaca Albareto / Strada Albareto, 792

Furto da 8mila euro nell'azienda già vittima di un disastroso incendio

Ladri senza scrupoli hanno fatto visita allo spaccio dell'Azienda agricola Fratelli Chiletti di Strada Albareto, fuggendo con molti prodotti. Appena 20 giorni fa l'impresa era stata duramente colpita dall'incendio di un capannone con centinaia di migliaia di euro di danni

Non c'è pace al Albareto per l'azienda Fratelli Chiletti, che a inizio novembre aveva dovuto subire un disastroso incendio, che aveva distrutto un capannone per lo stoccaggio del fieno, con centinaia di migliaia di euro di danni sia alle strutture sia ai foraggi andati perduti. Un episodio che aveva fatto scattare una gara di solidarietà fra gli allevatori modenesi, che avevano donato diverse centinaia di rotoballe in segno di solidarietà.

Per i fratelli Chiletti appena il tempo di essere rincuorati dalla generosità dei colleghi, che un raid criminale ha spento ogni entusiasmo. Nella notte appena trascorsa, infatti, l'azienda di Strada Albareto è stata meta di una banda di ladri, che è riuscita ad introdursi nel locale adibito a spaccio, dopo aver forzato una finestra.

Sono così spariti diversi prodotti caseari e d insaccati, ma soprattutto confezioni di Parmigiano-Reggiano e pacchi natalizi preparati per i clienti, per un valore che si aggira sugli 8mila euro. 

Un altro duro colpo per l'azienda e l'ennesimo campanello di allarme per gli agricoltori, come aveva sottolineato in questi giorni Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura: “Gli imprenditori agricoli sono esasperati, manca la percezione di sicurezza in chi vive nelle campagne. I casi Chiletti, Reggiani e Vezzelli sono la punta di un iceberg, i casi più eclatanti di una situazione generale che sta diventando sempre meno gestibile. Penso al gasolio agricolo, alle macchine e alle attrezzature agricole, ai prodotti di chi fa vendita diretta: gli agricoltori sono presi di mira e i danni sono ingenti. Tra furti e atti vandalici, negli ultimi sei mesi stiamo assistendo ad un crescendo a dir poco preoccupante. Ancora più preoccupante – prosegue Bergamaschi – è pensare alla natura di questi furti. Non si tratta di ladri isolati e sprovveduti, ma di bande organizzate, che sanno perfettamente come agire, cosa rubare e dove piazzare il bottino. Il furto al caseificio Reggiani ne è l’esempio perfetto”.

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