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Cronaca

Furto al museo, i ladri di corna di rinoceronte colpiscono ancora

Forse la stessa mano del furto compiuto mesi fa a Modena dietro la sparizione dell'ennesimo corno di rinoceronte e di un dente di narvalo, sottratti dal Museo di Zoologia di Bologna

I musei universitari continuano ad essere meta di “cacciatori d'avorio”, ladri dediti al furto di reperti naturali come i corni di rinoceronte, spesso conservati senza grandi sistemi di sicurezza nei musei di zoologia disseminati per gli atenei italiani. Lo sanno bene i custodi del museo Zoologico e di Anatomia Comparata di Modena, che lo scorso 20 gennaio era stato visitato da un malvivente, che aveva potuto agire indisturbato sottraendo un pesante corno di un metro di lunghezza e 5 kg di peso.

Stessa sorte toccata durante il ponte del 2 Giugno ai “cugini” bolognesi. Ignoti sono infatti riusciti a far sparire un altro corno di rinoceronte e un dente di narvalo. Il primo era conservato nell'atrio del museo di Zoologia e il secondo nella sezione di Anatomia Comparata, sempre nello stesso edificio di via Selmi a Bologna.

Tra i due colpi emiliani anche un terzo furto, questa volta al museo di Storia naturale dell’Università di Pisa, dal quale a marzo erano stati rubati proprio un corno e un lungo dente di cetaceo. Gli inquirenti non escludano che si possa trattare di una stessa banda, che agisce su commissione per immettere il prezioso materiale nel mercato nero, dove può arrivare a valere fino a 50mila euro al chilogrammo.

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