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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Estradizione di Pizzolato, Giovanardi dice “no” e chiede un processo equo

Anche il senatore modenese scende in campo a fianco dell'ex banchiere italo-brasiliano condannato per corruzione. Giovanardi, insieme al legale di Pizzolato, chiede un equo processo: “Carceri brasiliane terrificanti e si mette così a repentaglio la vita di un uomo?”

Dopo i legali del diretto interessato e il Garante per i diritti dei detenuto, anche il senatore Carlo Giovanardi (Ncd) si schiera pubblicamente al fianco di Henrique Pizzolato, il banchiere brasiliano detenuto nel carcere di Modena dopo la condanna per lo scandalo Menselao. La cosiddetta “tangentopoli brasiliana” è costata all'ex manager una condanna a 12 anni e 7 mesi, dalla quale Pizzolato è fuggito, rifugiandosi in Italia.

Dopo l'arresto dello scorso anno le vicende di Henrique Pizzolato hanno vissuto sorte alterna. Prima “assolto” dalla Corte di Appelli di Bologna, poi condannato dalla Cassazione, Pizzolato è stato avviato all'estradizione per decisione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Una scelta di cui non si conoscono ancora le motivazioni, che oggi il senatore Giovanardi ha invocato insieme ad un appello per rivedere la scelta dell'estradizione,

“Sono andato stamattina a trovare Henrique nel carcere di Sant’Anna, dove si è costituito dopo la sentenza della Cassazione – ha spiegato Giovanardi in compagnia dell'avvocato difensore Alessandro Sivelli - E’ sereno, ma tutti siamo consapevoli di essere di fronte a un’anomalia giudiziaria. Il ministro deve venire a riferire in Commissione giustizia di questa sua decisione, non sappiamo nemmeno se sia stata presa in prima persona o dal suo gabinetto, che risulta incomprensibile”.

Pizzolato sarebbe destinato (già dalla prossima settimana) nel Carcere di Papuda, dove dovrebbe scontare la pena, solo nel 2013 solo stati accertati 2 suicidi, 14 omicidi, 30 morti, 147 ferimenti, 109 lesioni corporali. Numeri che parlano da soli.  “Hnrique è convinto che se sarà recluso lì qualcuno gliela farà pagare. Come è stato durante il processo, infliggendo una condanna esemplare davanti ai media. Trovando un capro espiatorio”, chiosa Giovanardi.

Inevitabile poi soffermarsi sull'ipotesi – mai verificata – di un possibile scambio tra Italia e Brasile che ruoterebbe attorno alla figura di Cesare Battisti. Nonostante lo stesso Giovanardi sostiene da tempo l'estradizione dell'assassino delle Br, la presunta trattativa non viene accolta per nulla di buon grado. “A parte il fatto che non si possono mettere sullo stesso piano una condanna per omicidio e una per corruzione, sul piano politico sarebbe intollerabile: Battisti è libero, mentre Henrique è in carcere e vuole soltanto essere giudicato. Chiede solo un processo equo, non sta fuggendo da nessuno”.

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