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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Libera: "Solidarietà a Giovanni Tizian, il giornalista minacciato dalla mafia"

Il distaccamento modenese dell'associazione di Don Ciotti: "Giovanni Tizian rischia la vita per 4 euro o poco più, mentre i mafiosi, comodamente appoggiati alle loro protezioni, fanno affari per 150 miliardi di euro l'anno"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Libera Modena intende manifestare tutta la propria solidarietà e disponibilità a Giovanni Tizian, giornalista e autore del libro "Gotica. 'Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea",  sotto scorta per minacce mafiose riconducibili al suo lavoro.

Giovanni Tizian abita e lavora a Modena, ed è in questo territorio che il suo lavoro, che è quello di informare, di far sapere, di cercare e diffondere la verità, ha infastidito e stuzzicato qualche vile mafioso, fino al punto da indurre lo Stato a proteggerlo assegnandogli una scorta  Siamo a Modena, non a Reggio Calabria, non a Palermo e neanche a Casal di Principe, e Giovanni è un giornalista precario, di quelli che vanno avanti a contratti di collaborazione, quando va bene, e probabilmente la verità che così tanto urta la mafia, gli è stata pagata 4 euro, queste sono infatti le tariffe per un articolo. Ecco, Giovanni Tizian rischia la vita per 4 euro o poco più, mentre i mafiosi, comodamente appoggiati alle loro protezioni, coperti dall'indifferenza dei più, fanno affari per 150 miliardi di euro l'anno e continuano, rafforzandola giorno dopo giorno, la loro arrogante e spregiudicata conquista dei territori del Nord, colonizzando a volte anche le coscienze. Giovanni Tizian ha una storia personale e familiare che non si può e non si deve dimenticare: è arrivato a Modena a 12 anni, costretto a lasciare la Calabria, dove è nato, con quel che restava della sua famiglia, dopo l'incendio che ha distrutto la fabbrica del nonno e, a seguire, l'assassinio, per mano della 'ndrangheta, di suo padre, Giuseppe Tizian, funzionario del Monte Paschi di Siena a Locri.
 
Oggi scrive su Gazzetta di Modena, Narcomafie, Linkiesta, e altre testate giornalistiche. Racconta verità scomode e notizie che qualcuno preferirebbe velare. Giovanni ha fatto una scelta ben precisa, da che parte stare.
Noi stiamo con lui perché crediamo di poter costruire tutt’insieme una democrazia giusta, all’interno della quale sia normalmente possibile la sua attività di giornalista e di scrittore, e saremo con lui nelle pubbliche iniziative dove racconterà le mafie, per imparare a leggere i segnali delle infiltrazioni mafiose al Nord e per condividere l’agire concreto in favore della legalità. Noi, la gente di Libera, siamo al fianco di Giovanni, e c'impegneremo perché tanti altri lo siano, in questo momento complicato della sua vita e della sua carriera.

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