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Cronaca Caduti in Guerra / Corso Canal Grande, 75

Guercino “incustodito”, polemica tra Vittorio Sgarbi e Soprintendenza

Il critico d'arte interviene sul furto scoperto stamane: "Assurdo, è un'opera invendibile". Poi punta il dito contro l'assenza di un sistema d'allarme in San Vincenzo, ma la Soprintendenza taglia corto: "Niente risorse"

L'opera del Guercino sottratta dalla Chiesa di San Vincenzo ha richiamato anche l'attenzione di Vittorio Sgarbi, che ha rilasciato alcune dichiarazioni con le quali polemizza nei confronti della Soprintendenza. Al centro della querelle vi sono le misure di sicurezza – effettivamente assenti – che secondo il critico d'arte ferrarese avrebbero dovuto proteggere la pala d'altare del pittore centese del '600. Sgarbi parla di “responsabilità grave”, sottolineando come in San Vincenzo non vi fosse alcun sistema d'allarme: “Come è possibile che la soprintendenza abbia permesso che un'opera così preziosa rimanesse lì senza sicurezze?".

E lo stesso Sgarbi chiarisce che il valore della Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo si aggira tra i 5 e i 6 milioni di euro e che per il furto "non ci può essere un committente, nessun museo e nessun privato la comprerebbe mai. Questo furto può essere solo opera di una banda di stranieri inconsapevoli, gente che non sa nulla delle leggi di mercato e che forse pensa di chiedere un riscatto".

Sgarbi riferisce poi di aver parlato con gli inquirenti. "Spero che si diano da fare e lo ritrovino - conclude - anche se il furto è avvenuto di notte, è veramente difficile che nessuno li abbia visti". Secondo quanto ipotizzato dal parroco don Giovanni Gherardi, non essendovi segni visibili di effrazione sulle uniche porte di ingresso all'edificio sacro, i malviventi potrebbero essersi nascosti all'interno della chiesa per poi attendere la chiusura e le ore notturne per fuggire.

Magari avessimo le risorse per mettere l'allarme ovunque", ha replicato un funzionario della Soprintendenza, punzecchiata dalle dichiarazioni di Sgarbi. "Il nostro compito principale è la tutela dei beni – ha aggiunto – Non sempre i nostri suggerimenti vengono seguiti. Posso dire che il Guercino in questione era in una parrocchia e dunque in custodia alla Curia. Non c'era allarme, ed è buona norma che in assenza di allarme i luoghi di custodia siano chiusi. La parrocchia era chiusa, in effetti. Purtroppo i malviventi sono più veloci di noi e sono capaci di tutto. Ma ripeto, mettere sotto tutela tutte le opere d'arte presenti è un compito al di sopra delle nostre possibilità economiche".

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