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I magistrati contro la “responsabilità civile”, stop simbolico in Tribunale

Domani mattina anche l''ANM modenese sospenderà per un quarto d'ora la propria attività, come protesta contro il recente provvedimento legislativo. Lucia Musti: “Legge incostituzionale. I potenti potranno togliere di mezzo i giudici scomodi”

La cosiddetta “responsabilità civile dei magistrati” non tarda a scatenare le attese polemiche da parte dei diretti interessati. Come già preannunciato, l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) è intervenuta anche dalle stanze della Procura di Modena per esprimere tutta la propria contrarietà alla nuova norma e denunciando un accanimento del Governo nel voler fornire un'immagine fuorviante della categoria.

“E' entrata in vigore una legge che rappresenta sospetti di incostituzionalità che l'ANM ha più volte denunciato inutilmente -attacca la dott. Lucia Musti, alla guida della Procura dopo l'addio di Vito Zinacani - E' stato eliminato il filtro di ammissibilità del ricorso che non comprimeva affatto il diritto di azione ma impediva defatigante avvio di cause infondate per difetto dei presupposti; è stato inserito come causa di responsabilità il concetto di travisamento del fatto della prova così introducendo parametri di valutazione generici e avviando una sorta di indefinito processo sul processo che la parte soccombente soprattutto se quella economicamente più forte potrebbe utilizzare strumentalmente per colpire il giudice che le dà torto”.

Incostituzionalità e squilibrio traspaiono dunque dalla reprimenda del Presidente dell'ANM modenese, che prosegue: “Voglio sottolineare ulteriormente la gravità dell'eliminazione del filtro, nonostante la Corte Costituzionale nel 1990 l'avesse ritenuto assolutamente importante: in buona sostanza ora potranno promuoversi azioni temerarie ed intimidatorie al fine di evitare magistrati scomodi con azioni pretestuose che faranno proliferare dichiarazioni di incompatibilità. E' una legge pericolosa per il corretto esercizio della giurisdizione che noi magistrati cerchiamo nonostante le difficoltà lavorare nel quotidiano. Alla fine, nelle maglie della giustizia, cadranno solo i cittadini più deboli”.

Come deciso dal Comitato Direttivo Centrale, i magistrati hanno rigettato il progetto di sciopero in qualunque forma, senza però rinunciare ad una mobilitazione. Per questo motivo domani alle ore 11, le attività dei magistrati modenesi si fermeranno per un quarto d'ora, in modo simbolico, per sensibilizzare gli addetti ai lavori e i cittadini sulle posizioni della categoria.

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