Ici, l'Arcidiocesi: "Esenzioni? Giusto sostegno per attività no-profit"

L'intervento dell'Arcidiocesi di Modena e Nonantola: "Le agevolazioni costituiscono un giusto sostegno ad una vasta platea di soggetti che, senza fini di lucro e con tanto volontariato, svolgono meritorie attività di rilevanza sociale"

Il Palazzo Arcivescovile di Modena

"Il Vaticano non paga Ici, Irpef, Ires, Imu, tasse immobiliari e doganali, ma neanche gas, acqua e fogne. E' tutto a carico dei contribuenti italiani. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare italiano e con l'8 per mille toglie quasi un miliardo all'anno all'Italia. Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia è giusto per gli Italiani. Se condividi copia e incolla sulla tua bacheca". Nelle ultime settimane, queste poche righe hanno fatto il giro del web diverse volte. Ora anche, l'Arcidiocesi di Modena e Nonantola è intervenuta oggi con un comunicato per fare chiarezza circa la questione dell'Ici (Imposta Comunale sugli Immobili) che "la Chiesa non pagherebbe sulla base di non precisati e ingiusti privilegi - recita la nota - Al riguardo, si ritiene opportuno di fare chiarezza richiamando alcuni punti essenziali.

AGEVOLAZIONI - Le agevolazioni riguardano tutti i soggetti appartenenti al mondo degli “enti non commerciali” (enti senza fini di lucro, cosiddetti “enti non profit”). Il decreto n.504 del 30 dicembre 1992 esenta dall’ICI gli immobili nei quali gli enti non commerciali svolgono attività di rilevante valore sociale: attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, di religione e di culto. Non è vero che l’esenzione sia destinata a favorire soltanto gli enti ecclesiastici, dal momento che si applica a tutti gli enti non commerciali. L’elenco di questi enti è lunghissimo: circoli culturali, organizzazioni di volontariato, onlus, associazioni sportive dilettantistiche, associazioni di promozione sociale, enti ecclesiastici civilmente riconosciuti secondo le intese tra lo Stato italiano e le confessioni religiose diverse da quella cattolica, comitati, sindacati, ecc. Le agevolazioni in questione costituiscono un giusto sostegno ad una vasta platea di soggetti che, senza fini di lucro e con tanto volontariato, svolgono meritorie attività di rilevanza sociale, utilissime per la collettività. L’eliminazione delle agevolazioni in questione danneggerebbe fino a fare finire queste attività e questi enti. Con l’eventuale eliminazione delle agevolazioni, i Comuni incasserebbero l’imposta, ma, senza gli enti non profit, dovrebbero dare risposta a bisogni della collettività, con enorme aggravio dei conti pubblici. Lo spirito della norma è dunque chiaro: con le agevolazioni di cui trattasi, si intende favorire e sostenere gli enti e le persone che - senza fini di lucro, per solidarietà sociale, per motivi umanitari, per spirito di carità, ecc. - svolgono attività a vantaggio di tutti i cittadini e dell’intera società. Lo Stato concede le agevolazioni perchè è nel suo interesse concederle.

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ICI - L’ICI non è dovuta sulle chiese, sui campanili, sulle sacrestie e su tutte le altre opere pertinenziali, come aule di catechismo, campi sportivi e quelle attrezzature che vengono chiamate “religiose”, aventi come scopo fondamentale l’istruzione, la beneficenza e la promozione del culto e della religione. L’esenzione non riguarda tutti gli immobili degli enti non commerciali, ma solo quelli destinati – per intero – allo svolgimento delle citate attività. In tutti gli altri casi, l’imposta è dovuta. - Altre agevolazioni sono previste per gli immobili (di pregio storico, artistico, ecc.) soggetti alla
tutela da parte delle Soprintendenze per i beni culturali. Queste agevolazioni hanno lo scopo di compensare i proprietari per gli adempimenti e le limitazioni che la detta tutela comporta. I Comuni hanno comunque molti mezzi per imporre a tutti il rispetto delle citate regole. L’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, per gli immobili di sua proprietà, osserva scrupolosamente tutte le disposizioni e versa regolarmente l’ICI in tutti i casi in cui l’imposta è dovuta. L’Arcidiocesi, peraltro, non può rispondere per gli immobili di proprietà di altri enti aventi autonomia giuridica e amministrativa, come parrocchie, Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, Ordini religiosi, Opere Pie, Fondazioni religiose, ecc.. Fra i negozi di Corso Duomo e di Via S. Eufemia, ubicati nel Palazzo ell’Arcivescovado e della Curia, solo alcuni appartengono all’Arcidiocesi e su questi l’ICI viene regolarmente pagata - il Teatro Michelangelo appartiene alla parrocchia di San Faustino, che per esso versa l’ICI per intero, senza riduzioni o esenzioni - il negozio “Libreria San Paolo” appartiene alla Società San Paolo, che ha confermato il regolare versamento dell’imposta dovuta.

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