Cronaca Navicello / Via Enrico Caruso

Rifiuti, un nuovo occhio elettronico vigila sulla differenziata

L'impianto Akron di via Caruso si è dotato di un nuovo sistema tecnologico per lo smistamento della raccolta differenziata secca, che migliorerà la qualità del prodotto finale e del lavoro. L'abbiamo visitato insieme alle autorità

Se è vero, come ci riportano i dati Hera, che ogni modenese produce ogni anno 326 kg di rifiuti e che di questi circa il 56% è gettato nei bidoni della raccolta differenziata, che fine fanno questi rifiuti differenziati? La risposta è complessa, ma oggi cerchiamo di illustrare un processo, a molti sconosciuto, che riguarda la differenziata secca, quota assolutamente rilevante della raccolta urbana. L'occasione ci è fornita dalla visita che è stata concessa alla stampa e alle autorità in occasione dell'inaugurazione del nuovo impianto gestito da Akron in via Caruso, dove una volta sorgeva la discarica cittadina.

La società controllata da Herambiente ha infatti scelto di investire quasi 20 milioni di euro per aggiornare i propri impianti sul territorio regionale, introducendo un sistema di lettura ottica che permette di riconoscere i diversi tipi di rifiuti, suddividendoli in base al materiale di cui ogni frazione secca è composta. L'obiettivo è ovviamente quello di incrementare ulteriormente il recupero dei materiali - che oggi si attesta al 93% del totale differenziato – sia in qualità che in quantità, oltre a migliorare le condizioni di lavoro degli addetti. Sotto questo aspetto, si tratta di un grande passo in avanti per gli operai che lavorano in via Caruso, costretti fino ad oggi ad una selezione manuale, che progressivamente verrà soppiantata (ma non eliminata) dalle nuove tecnologie.

IL PROCESSO – La nuova linea consentirà di trattare quest'anno quasi 68mila tonnellate di rifiuti, che equivalgono a ben 6 tonnellate ogni ora, che passano al vaglio delle macchine e degli addetti. Vediamo come. Il dosatore aprisacchi immette i rifiuti nel ciclo attraverso veloci nastri trasportatori, che conducono ad un vaglio rotante: questa enorme centrifuga spedisce in base alla dimensione le diverse frazioni ad un controllo manuale o al nuovo occhio elettronico. Questo, sostanzialmente composto da spettrometri a luce visibile e ad infrarossi, riconosce i diversi materiali e tramite getti di aria compressa li “spara” su due nastri trasportatori differenti. In questo modo i vari nastri permettono di condurre i rifiuti omogenei verso il compattamento volumetrico. Così cartone, plastica, gomma, legno e altri materiali vengono poi avviati ai consorzi di recupero.

All'evento di inaugurazione sono intervenuti i massimi vertici del Gruppo Hera, insieme al Presidente della Provincia Sabattini, al sindaco Giorgio Pighi ed a molti amministratori locali del territorio. Il Presidente di Hera, Tomaso Tommasi di Vignano, ha sottolineato l'importanza strategica di questo intervento, costato 1,7 milioni di euro per il solo impianto di Modena, a a testimonianza della “propensione di Hera all'innovazione continua verso tutta la filiera dell'ambiente, nella massima trasparenza verso il territorio servito”. “L'investimento presentato oggi – conclude il numero uno di Hera – s'inserisce dunque nel più ampio impegno dispiegato per rendere il ciclo integrato dei rifiuti nel nostro territorio sempre più capace di migliorare la qualità di vita dei cittadini e la competitività delle nostre imprese”.

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