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Stefano, sordocieco da bambino, rinasce nella nuovo Centro di Modena

La Lega del Filo d'Oro inaugura oggi la grande struttura che potrà ospitare fino a 24 sordochiechi e pluriminorati psicosensoriali. Un centro di eccellenza per la riabilitazione, il reinserimento e l'assistenza. E Stefano è il primo

Inaugura oggi a Modena un'importantissima struttura socio-sanitaria, il centro Centro Socio Riabilitativo Residenziale per sordociechi e pluriminorati psicosensoriali. Un struttura che conta soltanto quattro analoghi in tutto il Paese e che è gestita dal preziosissimo lavoro dalla Lega del Filo d'Oro, attiva da ormai 50 anni per assistere persone colpite da gravi minorazioni sensoriali. Il Centro apre i battenti e lo fa raccontando una storia.

La storia è quella di Stefano, ferrarese di 48 anni, un pò pigro, amante della musica e del ritmo: è lui uno dei primi ospiti della nuova casa residenziale del Filo d'Oro di Modena. Sordocieco, Stefano già a nove anni viveva nella casa di Osimo. “Siamo andati nelle Marche su suggerimento di una dottoressa del Centro di igiene mentale della nostra città – racconta Livia, la mamma - È stato lì dieci anni e ce l'hanno tirato proprio su bene. Ma quando veniva a casa riprendeva subito le vecchie, cattive abitudini. Dopo dieci anni la Regione ha smesso di pagare la retta e Stefano è tornato a Ferrara. Abbiamo provato quattro centri in nove anni, è stato un disastro - dice Livia, sua mamma - Stefano aveva fretta di venire al mondo, nato prematuro, il troppo ossigeno dell'incubatrice gli ha bruciato vista e cervello. Stefano era aggressivo urla, calci, pugni e graffi. Non ce la si faceva in quattro a tenerlo”.

“Se non avessimo incontrato la Lega del Filo d'Oro, non so come avremmo fatto. Dico davvero. C'è una grandissima professionalità – conclude la mamma di Stefano - ma allo stesso tempo in tutti gli operatori ho sempre visto un grande amore per questi ragazzi. In tutti e ovunque. Per questo sono serena”. A 48 anni, Stefano, è come un bambino di tre, ma ha una memoria di ferro e riesce a captare tutto ciò che gli sta intorno: è per questo che gli amici, scherzosamente, gli danno della “spia”. Inoltre, ama suonare la chitarra, anche in compagnia del suo amico, come lo definisce lui, Enrico Ruggeri, col quale una volta ha cantato. 

Oggi a Modena Stefano è circondato da altri cinque ospiti, seguiti da un’equipe di educatori e operatori qualificati. Il Centro, in via delle Costellazioni, ha una superficie di 11.000 metri quadrati e si articola in quattro edifici: uno per le attività diurne (terapie riabilitative e attività occupazionali), gli ambulatori e gli uffici, uno per la mensa e la lavanderia e due per le residenze e la foresteria. A regime, sarà in grado di accogliere 24 sordociechi o pluriminorati, a tempo pieno, in nuclei abitativi suddivisi in sei appartamenti da quattro posti letto. (Agenzia Dire)

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