Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Via Paolo Ferrari

Il Mef ci riprova, Montezemolo inaugura la nuova immagine Ferrari

Dopo sei settimane di lavori il Museo Enzo Ferrari riapre i battenti con il format voluto dalla nuova direzione Ferrari. Sotto il cofano giallo un avvolgente impianto scenografico modifica la forma dell'esposizione, ma la sostanza resta inalterata

Il nuovo ingresso dell'esposizione

Il Museo Casa Natale Enzo Ferrari oggi rinasce a nuova vita. O meglio, questo è l'auspicio condiviso di tutti gli addetti ai lavori che hanno presenziato in massa alla cerimonia di inaugurazione di stamane, con la quale è stato svelato il nuovo assetto del museo inaugurato due anni fa. É sicuramente presto per capire se, spenti i riflettori degli eventi mondani, si tratterà davvero di una vita nuova, ma è già possibile fornire una fotografia chiara di quella che è stata la volontà imprenditoriale della Ferrari, cui è stata affidata in misura esclusiva la gestione della struttura.

INAUGURAZIONE – Alla cerimonia in pompa magna ha preso parte il numero uno del Cavallino, Luca Cordero di Montezemolo, che era stato il grande assente dell'inaugurazione di due anni fa, a testimonianza di quell'idillio mancato tra Fondazione e Ferrari, che oggi si è invece imposto. “É una giornata importante per la Ferrari e per il territorio – ha sottolineato Montezemolo in un breve intervento – per la quale abbiamo messo impegno, entusiasmo, passione e denaro. Si tratta di una struttura che non si sovrappone a quella di Maranello, ma che è complementare e per la quale speriamo di raggiungere i numeri record che si sono registrati nel 2013, con 320mila visitatori”. Alle speranze di Montezemolo si sono uniti anche Piero Ferrari, il sindaco Giorgio Pighi e il nuovo direttore del museo, Antonio Ghini. La data odierna è stata scelta anche in modo simbolico, per il 116° compleanno del Drake.

GLI SPAZI MUSEALI – Per utilizzare un gergo automobilistico, la vera novità è sotto il cofano. Il complesso non ha subito modifiche strutturali, ma la Ferrari ha deciso di concentrarsi sull'esposizione interna. Oltre agli spazi della vera e propria casa natale, il rinnovamento più significativo riguarda la sala coperta dall'avveniristica cupola gialla: l'ampio spazio è stato delimitato da una parete che di fatto impedisce di osservare la struttura dall'esterno, come succedeva prima attraverso le vetrate. In questo modo è stato ricavato un enorme schermo interno, che è il vero perno della rivoluzione espositiva. Tutto l'ambiente, pareti e soffitto, è infatti diventato un enorme cinema, dove 19 proiettori e un poderoso impianto audio avvolgono i visitatori. A distanza di circa mezzora infatti si svolge una proiezione sulla centenaria storia di Enzo Ferrari e delle sue imprese sportive e industriali. In questi 10 minuti di proiezione la visita di fatto si interrompe e distrae l'attenzione dalle vetture esposte, la cui disposizione e qualità non è tuttavia cambiata. Molta forma insomma, e un po' meno sostanza a quattro ruote.

LA STRATEGIA – Come lo stesso Montezemolo ha voluto ribadire, il Mef entra a far parte – ora speriamo definitivamente – di un percorso unico sulla storia del Cavallino. Se il museo di Maranello resta dedicato alle imprese e ai modelli più recenti e alla vita della Scuderia, quello di Modena deve “limitarsi” a celebrare la vita del Drake e la fondazione del marchio. La gestione dualistica ha rappresentato in questi primi due anni un palese ostacolo a questa sinergia, che ora è stato abbattuto. Ma la vera sfida non passa certo prioritariamente dal nuovo look o dalla nuova forma espositiva: la chiave del successo sarà qualcosa di meno visibile sic et simpliciter e sarà tutta nella promozione che da Maranello vorranno fare al Mef.

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