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Cronaca Zona Industriale / Via Alessandro Cavazza

Rifiuti: nulla di nuovo sotto il sole per l'inceneritore di via Cavazza

I Sindaci di Modena e dell'hinterland conservano l'esistente: capacità massima a 240mila tonnellate e tetto ai rifiuti speciali fissata a 30mila tonnellate. Pighi: "Maiale chi fa coincidere impatto ambientale con danno alla salute"

Erano 240mila tonnellate e 240mila tonnellate rimangono. Così i Sindaci di Modena, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Castelfranco, Nonantola e Soliera al termine della Conferenza dei Servizi convocata dalla Provincia per le modifiche all'autorizzazione sull'inceneritore Hera di via Cavazza. I primi cittadini di questi comuni, hanno formulato un diniego al trattamento dei resti da demolizioni auto (i cosiddetti “car fluff”) e hanno fissato a 30mila tonnellate annue la soglia di rifiuti speciali da incenerire, soglia su cui si è espresso il primo cittadino di Nonantola, Pier Paolo Borsari: “E' stato mantenuto il vecchio limite, si tratta di un punto di compromesso rispetto alle esigenze venute fuori dal nuovo piano provinciale generale dei rifiuti e le esigenze di consentire una gestione più performante possibile di Hera”.

OBIETTIVI - Il Sindaco di Modena Giorgio Pighi ha delineato gli obiettivi di quello che dovrebbe essere il nuovo ppgr capace di giungere alla chiusura totale delle discariche: “Vogliamo ridure la produzione dei rifiuti urbani, aumentare la quantità avviata al recupero incrementando la raccolta differenziata oltre il 65%, riducendo drasticamente il ricorso alle discariche entro il 2019, senza prevederne di nuove dopo l'entrata a pieno regime del termovalorizzatore di Modena”.

COMITATI - Reagendo al fuoco incrociato dei comitati per la salute, Pighi ha detto no alla “dittatura ambientale” invitando i critici a guardare in prospettiva: “E' chiaro che a tutti piacerebbe vivere in un mondo con rifiuti zero e raccolta differenziata al 100%, ma per arrivarci dobbiamo attuare politiche in grado di indirizzarci su questa strada: questo piano è proprio quello che ci metterà nella direzione giusta”. Il primo cittadino emiliano ha poi rincarato la dose: “E' demenziale far coincidere l'impatto ambientale con un danno alla salute dei cittadini che viene monetizzato dal Comune, è un maiale chiunque dica una cosa del genere. Ripeto, è un indennizzo per il disagio ambientale (per la presenza di un inceneritore sul territorio), non per la salute: non esiste alcun rapporto tra la salute e la presenza dell'impianto”.

INDENNIZZO - Proprio sulla questione dell'indennizzo, nei mesi passati il Sindaco di Soliera Giuseppe Schena era stato al centro di una polemica: Hera, infatti, stanzia al Comune di Modena un indenizzo ambientale di 1,6 milioni di euro all'anno (8,33 euro a tonnellata bruciata) e lo stesso Schena avrebbe preteso un indennizzo anche per i comuni limitrofi: “Avrei voluto avere un'indennittà non per i danni ambientali, ma per avere un budget per le politiche a sostegno della raccolta differenziata, ma non c'era lo spazio per ottenere questo fondo. La possibilità sarebbe stata quella di fare investimenti, non portare a casa dei soldi: avremmo voluto legare le attività dell'impianto a promozioni ambientali per sfatare il contrasto tra il porta-a-porta, che inizierà il 17 settembre a Soliera, e la presenza dell'impianto”.

TERRITORIO - Dal nuovo Ppgr che impianto uscirà? L'inceneritore di via Cavazza, nelle intenzioni dei Sindaci, vorrebbe rispondere pienamente alle esigenze del territorio provinciale. La “potenza di fuoco” forse è eccessiva rispetto alle reali esigenze della provincia? “Questo perché così si ha una capacità aggiuntiva in caso di guasti o interventi di manutenzione”, la risposta in coro dei Sindaci.

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