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Cronaca

Nuovo scandalo CPL, maxi sequestro per una truffa sul fotovoltaico

Sono scattati questa mattina i sequestri in Puglia, dove la Procura di Modena ha individuato una truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche sulle energie rinnovabili. Emessi 14 avvisi di garanzia. Sigilli a otto impianti e sequestri per 16 milioni

Appena conclusa l'inchiesta sulle presunte tangenti a Ischia, la Procura di Modena ha assestato un altro duro colpo alla coop CPL Concordia. Teatro del nuovo scandalo è ancora una regione del sud, la Puglia, dove da anni CPL ha spostato molti degli affari del proprio vasto gruppo e creato molte società per la gestione dell'energia. A finire nel mirino degli inquirenti sono stati i campi di pannelli fotovoltaici presenti in alcune aree dei Comuni di Turi e Noci, in provincia di Bari.

La Guardia di Finanza ha sequestrato in mattinata otto impianti appartenenti formalmente a diverse società, ma a quanto pare tutti riconducibili a CPL. Contemporaneamente sono scattati anche i sequestri di conti correnti per una somma pari a quasi 16 milioni di euro. Il Gip di Modena ha infatti inviato 14 avvisi di garanzia a persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta, sia imprenditori che progettisti degli impianti stessi.

LA TRUFFA – Il sistema messo in luce dagli inquirenti è tutt'altro che banale e si fa spazio tra il caos normativo che ha avvolto gli incentivi pubblici sulle rinnovabili, su cui la Regione Puglia ha puntato molto, non senza scatenare ricorsi e inchieste. In estrema sintesi, si può parlare di un frazionamento truffaldino dei campi di pannelli solari: un grande impianto figurava in realtà come due campi separati, gestiti da due società distinte. In questo modo si creavano più campi in grado di produrre una potenza al di sotto di una soglia di legge (1 megawatt), che consentiva una procedura di istallazione più agevole – con una semplice DIA negli uffici comunali – e un introito maggiore di incentivi pubblici. CPL Concordia avrebbe studiato a tavolino questa strategia, costituendo dieci diverse società che si spartivano i campi fotovoltaici e incassando indebitamente, dal 2007 ad oggi, 16 milioni di fondi pubblici.

GLI INDAGATI – L'indagine è sbarcata a Modena già a inizio 2014, su segnalazione della magistratura pugliese. I nomi che compaiono sui fascicoli del PM Marco Nicolini sono già quelli noti per le altre inchieste, Roberto Casari e Maurizio Rinaldi, ai quali si affiancano i responsabili del settore fotovoltaico della cooperativa, Claudio Bonettini e Fabrizio Tondelli. Insieme a loro sono indagati i legali rappresentanti di 10 società riconducibili a CPL o subentrate in paretecipazione e i progettisti delle imprese che hanno materialmente realizzato gli impianti di Turi e Noci.

La Procura di Modena ha ipotizzato una grossa truffa per in conseguimento di erogazioni pubbliche – che negli ultimi anni in Puglia sono state cospicue nel settore delle energie rinnovabili – ravvisando dunque i reati di truffa aggravata, associazione a delinquere e falsità ideologica in atto pubblico. Si tratta dell'ennesimo duro colpo alla cooperativa di Concordia sulla Secchia, seppur in un filone slegato dalle tangenti e dai rapporti con la criminalità mafiosa contestati in altre zone del mezzogiorno. Un colpo sicuramente per i lavoratori e per i nuovi dirigenti, per i quali tuttavia la Procura ha garantito una particolare attenzione per garantire le esigenze economico-sociali.

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