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Cronaca Via Selmi / Via Francesco Selmi

Rapina in gioielleria, le indagini della Polizia incastrano i professionisti internazionali

Dietro la rapina alla gioielleria di via Selmi, quando il titolare fu pestato a sangue, c'è una banda composta a rotazione da una quarantina di criminali nordeuropei, che ha colpito in tutto il continente. In carcere uno degli elementi di spicco dopo le complicate indagini della Mobile

La rapina ai danni della gioielleria Desir e il pestaggio del titolare Renzo Montecchi, dello scorso 4 novembre, aveva fatto molto scalpore in città per la sua brutalità e per la sensazione di trovarsi di fronte a criminali senza scrupoli. Anhche qualcosa in più di una sensazione, che è stata confermata dalle indagini della Squadra Mobile della Questura di Modena, che nei giorni scorsi è riuscita ad assicurare alla giustizia il principale autore di quella rapina, il 36enne lituano Mantas Lukauskas.

Un'indagine complessa e articolata, che ha costretto gli agenti della Polizia modenese, coordinati dalla Procura nella persona del PM Marco Imperato, a confrontarsi con una realtà internazionale particolarmente complessa. E' emerso infatti che i rapinatori sono componenti di una banda di professionisti, originari appunto della regione baltica, con all'attivo decine di colpi analoghi. Una quarantina di uomini che hanno già messo a segno rapine di ingente valore in Germania, Austria, Francia, Spagna e in ultimo anche in Italia.

Il copione seguito era sempre quello, affinato nel tempo per lasciare meno tracce possibili agli investigatori. Arrivo nel paese europeo scelto qualche giorno prima del colpo, seguito da un sopralluogo di pesona nella gioielleria, fingendosi compratori in cerca di informazioni. Poi una seconda visita con l'inganno di voler perfezionare l'acquisto, quando scattava la rapina vera e propria. Spray urticante, fascette per legare il negoziante, razzia di preziosi e, se possibile, distruzione delle registrazioni video – costate le botte a Renzo Montecchi. Poi l'usicta dal negozio in tempi diversi, e la fuga separata, dopo aver consegnato refurtiva e armi a un complice in auto.

IL VIDEO DELLA RAPINA

Al nominativo specifico si è arrivato grazie alle immagini delle telecamere a circuito chiuso del negozio di via Selmi, divulgate anche alle questure di tutta Italia. Dai colleghi di Trento è arrivato un primo riscontro: visi noti per aver già colpito nel comune prealpino, poi riconosciuti e studiati appronditamente anche grazie all'Interpol. E' infatti grazie all'agenzia internazionale che si è riuscito a capire a quale genere di criminali si era di fronte. Il resto lo hanno fatto i monitoraggi delle utenze telefoniche, il controllo di alberghi e aeroporti e di impianti di videosorveglianza, grazie ai quali si è riuscito a tracciare in linea di massima gli spostamenti di Lukauskas e di altri connazionali.

Arresto rapinatori lituani - Trieste 4/02/2016 (foto Emanuele Esposito da TriestePrima)

Il momento propizio per passare all'azione si è avuto ad inizio febbraio, quando un gioielliere di Trieste ha denunciato alla Polizia – con tanto di video girato con lo smartphone – la presenza di due “compratori” sospetti. Incorciando i dati gli agenti della Mobile hanno capito che si trattava di Lukauskas, che insieme a un nuovo complice stava per mettere a segno una rapina con le stesse modalità di quella modenese. Dalla Questura di Trieste è scattata così l'operazione che ha portato all'arresto, contestualmente al provvedimento della Procura di Modena, che ha emesso un fermo giudiziario. Ora il rapinatore e due complici si trovano rinchiusi nel carcere della città friulana, mentre sono in corso altre indagini per individuare altri componenti della banda.

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