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Cronaca

Caccia, pesca e ambiente, i numeri della Polizia Provinciale nel 2014

I dati dell'attività svolta nello scorso anno parlano di 2554 controlli su caccia e ambiente e di 442 sanzioni comminate. Ma ci sono anche i controlli stradali

Nel 2014 i 20 agenti in servizio della Polizia provinciale di Modena e le circa 50 guardie giurate volontarie faunistico venatorie hanno effettuato 2554 controlli, di cui 1.773 in materia di caccia e 614 di pesca. I controlli ambientali sono stati 100 mentre gli interventi legati al codice della strada sono stati 67.  Dai dati del rapporto sull'attività nel 2014 della Polizia provinciale emerge anche che le sanzioni amministrative elevate sono state 442: 247 in materia di caccia (di cui 137 per la mancata riconsegna del tesserino), 72 sul codice della strada, 64 la pesca e 59 l’ambiente. 

Tra le principali violazioni in materia di caccia spiccano il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, delle giornate e periodi di caccia fissati dal calendario venatorio, del regolamento sugli ungulati e delle disposizioni sui piani di controllo del cinghiale, delle norme sui tesserini di caccia e sull'addestramento cani.   Il compito istituzionale della Polizia è quello di controllare le attività di caccia e di pesca, gestire i piani di controllo della fauna e il rispetto della normativa ambientale, assicurando un efficace presidio del territorio. 

«Purtroppo - segnala Fabio Leonelli, comandante della Polizia provinciale - continuiamo a ricevere da parte di cittadini diverse segnalazioni sul mancato rispetto dei cacciatori delle distanze di sicurezza dalle abitazioni, mentre in materia ambientale spiccano l'abbandono di rifiuti in particolare veicoli fuori uso, lo spandimento di liquami e il mancato rispetto della normativa sui parchi e le aree protette».

Sempre nel 2014 sono state inviate all’autorità giudiziaria anche 16 informative di reato di cui nove per violazioni ambientali (abbandono di rifiuti, inosservanza delle prescrizioni previste nelle autorizzazione della Provincia e lo sversamento di rifiuti liquidi nei corsi d'acqua), sette in materia di caccia (per il maltrattamento di animali, caccia i aree protette, uso di mezzi vietati).

La Polizia ha gestito, inoltre, 273 chiamate telefoniche di cittadini (059 209525) che segnalavano situazioni di particolare criticità di cui 100 legate alla caccia e 131 interventi per il recupero di fauna selvatica in difficoltà in collaborazione con il Centro fauna selvatica Il Pettirosso. Gli agenti coordinano anche i piani di controllo dei cinghiali e delle nutrie a tutela degli argini; in occasione dell'alluvione del gennaio 2014, inoltre, la Polizia provinciale ha assicurato il presidio dei punti strategici della viabilità. Gli agenti controllano qualcosa come 250 mila ettari di territorio: 160 mila ettari di superficie cacciabile, circa 60 mila ettari di aree protette e le aree vicine ai centri abitati dove è vietato cacciare. 

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