"L'eco della Ghirlandeina" la serie d'animazione in dialetto. Intervista al creativo Riccardo Grenzi

L'animazione come strumento per portare il dialetto ai più giovani. Questa è l'idea alla base della serie di video "L'eco della Ghirlandeina" di Riccardo Grenzi e del team Motion Toon

Riccardo Grenzi

 L'animazione come strumento per portare il dialetto ai più giovani. Questa è l'idea alla base della serie di video "L'eco della Ghirlandeina" di Riccardo Grenzi e del team Motion Toon. Abbiamo così intervistato Riccardo per capire come realizza i suoi prodotti d'animazione e come si può oggi raccontare Modena grazie a questo genere di video

Su YouTube sta spopolando il progetto "L'eco della Ghirlandina" di cosa si tratta? E' un progetto che tende a valorizzare la nostra lingua tradizionale locale, in parole povere il nostro amato dialetto, per rendere piu' appetibile la commistione fra questo linguaggio conosciuto e usato spesso dalle generazione anziane si è pensato di servirci di un metodo che è molto popolare tra i giovani “l'animazione”. Dopo qualche episodio pilota dove abbiamo sperimentato l'introduzione del Dialetto nell'Animazione e testato il gradimento positivo del pubblico, si è pensato di realizzare una serie a episodi, per fare questo avevamo la necessità di una connotazione temporale su cui sviluppare gli argomenti.

Come vi è venuta l'idea?  Dopo essere venuti a conoscenza dei contenuti del noto mensile online “Folclore Contadino” abbiamo deciso di creare un sodalizio che permetteva ad entrambi di valorizzare i propri progetti. Con queste basi abbiamo realizzato la serie “L'Eco della Ghirlandéina” che in questa prima stagione si compone di 12 episodi, ognuno di loro dedicato a un mese dell'anno, dove in modo allegorico portiamo a conoscenza del pubblico storia, proverbi, usanze e tradizioni locali.

Il progetto è parte dello studio di animazione Motion Toon, cosa significa oggi avere uno studio di animazione? Si è uno dei tanti progetti che negli ultimi 4 anni lo studio di animazione Motion Toon ha prodotto, inoltre vi sono altre serie con altri protagonisti, come Schizzi di Umorismo con Dog e Blog, i tre allegri vecchietti Donny Jhonny e Tommy e altri Cortometraggi. Avere uno studio di animazione significa tanta passione, tanta perseveranza e abnegazione, tradotte in ore di lavoro per pochi minuti di risultato finale con la speranza di realizzare un prodotto che venga poi apprezzato dal pubblico.

 Vivere a Modena è un vantaggio in questo senso? Vivere in una città come Modena è una realtà un po' ristretta per il progetto che portiamo avanti, perchè nessuno investe in questo ambito ritenendolo di nicchia. Noi riteniamo che sarebbe altresì una validà opportunità da poter valorizzare anche in ambito pubblicitario locale.

LA PRIMA PUNTATA DELLA SERIE L'ECO DELLA GHIRLANDEINA

Che studi hai fatto e come ci si prepara al mondo dell'animation oggi? Nessuno studio specifico nel campo dell'animazione, solo passione, duro lavoro e voglia d'imparare.

A cosa ti ispiri per realizzare i tuoi video in dialetto modenese? Molte delle storie dei nostri cartoni sono ispirati a tradizioni, detti e proverbi locali raccontati dai nonni, dai genitori e da diversi spunti offerti da pubblicazioni tematiche. Io non lo parlo molto bene però lo capisco tutto, nonostante mio padre sia nativo di Nonantola.

Qual è il tuo detto modenese preferito e perché? Il detto che preferisco è “Lighêr i can cun la suséza” (Legare i cani con la Salsiccia), direi che rappresenta al meglio la situazione attuale, dove la crisi ha creato tante situazioni di ingiustizia sociale e c'è chi soffre, altresi ci sono tante persone che ostentano opulenza.

 "L'eco della Ghirlandina" potrebbe essere un buono strumento per trasmettere il dialetto ai più giovani? Penso che perdere da parte dei giovani questo legame profondo con la nostra tradizione più intima che è dato proprio da questo modo di esprimersi schietto e genuino tipico di queste terre, come lo sono anche i nostri prodotti gastronomici, sia come cancellare una propria identità territoriale. Il nostro intento, attraverso la serie “L'Eco della Ghirlandéina” e proprio quello di arrivare più facilmente a stimolare l'interesse dei giovani alla conoscenza di questo idioma tradizionale locale che per molte generazioni e stato in buona parte l'unico mezzo di comunicazione sociale e culturale.

Che progetti hai in futuro per la tua serie di video e per la Motion Toon? In primo luogo, il mio desiderio sarebbe trasformare questa passione in un'attività lavorativa anche magari in campo pubblicitario, per i progetti attuali e futuri della Motion Toon mi farebbe piacere collaborare con qualche emittente televisiva anche locale per creare progetti audio-visivi non solo legati al Dialetto Modenese.

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