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Santuario di San Clemente (Bastiglia)

Santuario di San Clemente (Bastiglia)

Itinerari modenesi | I 5 santuari della Bassa Modenese, tra leggende e antichi ordini

I santuari sono da sempre luogo di incontro tra la leggenda popolare e i misteri della fede. La Bassa Modenese è ricca di queste architetture ed è per questo che abbiamo scelto un viaggio tra i 5 santuari più caratteristici di quel territorio

I santuari sono da sempre luogo di incontro tra la devozione spirituale e i misteri della fede. Il territorio modenese è ricco di luoghi di questo genere, ognuno con le sue leggende e con le sue ricchezze artistiche. Per capire meglio, abbiamo viaggiato alla ricerca dei 5 santuari più misteriosi e splendidi della Bassa Modenese.

IL MISTERO DELLA MADONNA DEI BOSCHI (CAMPOGALLIANO). Un luogo nato all'ombra del mistero, infatti la leggenda vuole che nel corso del XVII secolo alcuni contadini videro sopra un mucchio di ghiaia presso il fiume Secchia, una tavoletta, sulla quale era dipinta l'immagine di Maria. La tolero di là e la collocarono lungo il fusto di una quercia, a mezzo miglio dal fiume, presso la strada che conduceva a Cittanova. In realtà ci sono diverse testimonianze scritte dell'epoca, tra cui quella del parrocco Don Paolo Antonio Arienti, che confermano l'epoca di ritrovamento del quadro. Il fatto è che quei contadini mai si sarebbero immaginati quale gran flusso di pellegrini sarebbe arrivato a Campogalliano proprio per venerare l'immagine. Oltre alla sua incredibile venerazione, anche l'origine dell'immagine rimane argomento "incredibile". Infatti, viene ritenuta una delle raffigurazioni pittoriche migliori dell'epoca, tanto da suscitare compassione, con i suo volto leggermente volto di profilo con il capo un pò inclinato. Chiunque fosse stato l'autore oggi questa meravigliosa opera è visibile, ed è ancora più strano che la possiamo osservare perché fu trovata da contadini lungo un fiume.

 IL SANTUARIO DEI SARCOFAGI QUATTROCENTESCHI (CARPI). E' un panorama di periferia, quasi rurale, che accoglie un santuario dalle origini medioevali, che già nel '200 destò l'attenzione dei Frati Minori, per poi essere riconvertito a convento francescano nei secoli successivi. Il santuario nasce con l'intento di far sentire l'uomo piccolo davanti alla grandezza di Dio, e così l'interno è maestoso, costituito di un'unica navata, che ti investe di meraviglia grazie alle decorazioni pittoriche di Algimiro Lugli. Due sono però i luoghi fondamentali, infatti nella terza cappella di sinistra si trova l'affresco della Madonna col Bambino e gli angeli, opera del noto Giovanni da Modena, mentre nella zona più antica troviamo dei sarcofagi quattrocenteschi. Sono una rarità per una chiesa del 1681, e lo stile tardogotico di Marco Pio, racconta un'epoca artistica tipica non tanto del nord Italia, bensì della Francia e del nord Europa.

IL MIRACOLO DELLA MADONNA DEI PONTICELLI (CARPI). Il santuario affonda le sue radici alla fine del Basso Medioevo, precisamente al XV secolo, e se ne ha la prima citazione in uno scritto del 1519. Secondo tra la tradizione il santuario nacque lì dove nel XV secolo, una pastorella muta, cercando di ripararsi da un temporale, chiese aiuto alla vergine Maria perché l'aiutasse a non aver paura. La Vergine ascoltò la richiesta della fanciulla e le rispose: "Puttina, và a dire a tuo padre che venga a coprirmi, perché mi bagno." Questa corse dai genitori e disse: "Babbo, quella signora che è in quel muro, mi ha detto che andiate a coprirla, perché si bagna". I genitori furono sconvolti nel sentire la figlioletta parlare, e così raggiunto il luogo della visione eressero un santuario per ringraziare la Madonna del dono dell'udito e della parola. La leggenda è ancora forte oggi, e seppur il santuario sia stato ristrutturato e ricostruito diverse volte, a ricordarci delle sue origini è lo scultore veronese Salesio Pegrazzi, che un bassorilievo che illustra la leggenda, per poi porlo proprio sull'altare marmoreo inferiore. 

IL SANTUARIO PIU' ANTICO, DI BASTIGLIA. La particolarità di questo santuario, che si trova a soli 2 km da Bastiglia, è il fatto che tutto sia molto più antico rispetto ad ogni altra chiesa o luogo sacro del territorio. Basti pensare che il santuario venne realizzato per volere del Casato dei Conti Cesi di Modena nell'anno mille, cioè prima dell'edificazione del Duomo di Modena, e in contemporanea con l'edificazione della chiesa più antica di Modena, cioè San Pietro. Il santuario venne intitolato a San Clemente, infatti, il territorio di Bastiglia, è noto anche come "San Clementino". Tutto qui  è anticipato nel tempo, e così gli affreschi sono del XV secolo (quando di solito sono del XVII-XVIII secolo), la forma è a croce greca (quando solitamente sono a croce romana) e da più di quattrocento anni pellegrini devoti si affidano alla sua madonna. 

IL SANTUARIO DORATO (CONCORDIA SUL SECCHIA). Seppur i nomi ufficiali siano "santuario di San Massimo e dei compagni di San Pietro" o "Cappella dei Santi Martiri", da molti è conosciuto come il santuario dorato. Il motivo è semplice, appena si entra, si rimane abbagliati dalla quantità del color oro presente sulle pareti, in special modo nel presbiterio. Il santuario è situato in località Fossa e da trecento anno le cronace parrocchiali raccontano di un afflusso di pellegrini continuo, in particolar modo ad Agosto. Altro record di questa chiesa sono le quasi 3000 reliquie di San Massimo martire e di altri martiri come, Fortunato, Cristina, Pellegrino, Clemente e Celestin, che tra il  1762 e il 1768 vennero portare da Roma a Fossa. 

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