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foto di www.laguidadimodena.it

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Itinerari modenesi | Le 4 curiosità che non sapevi del Palazzo Ducale di Modena

E' considerato dagli esperti di storia dell'arte uno dei palazzi settecenteschi più belli al mondo, le sue stanze rimandano allo sfarzo Estense che voleva tanto imitare quello del Re Sole

E' considerato dagli esperti di storia dell'arte uno dei palazzi settecenteschi più belli al mondo, le sue stanze rimandano allo sfarzo Estense che voleva tanto imitare quello del Re Sole. Ecco le 4 curiosità che non sapevate del Palazzo Ducale di Modena:

UN CASTELLO SOPRA L'ALTRO. Prima dell'arrivo degli Estensi, la città di Modena confinava a nord con quello che era un castello, o per meglio dire un insieme di qualche torre e qualche rocca, che erano state costruite per difendere i modenesi durante gli assedi. In verità quel castello era in disuso da decenni se non da secoli. Per questo motivo quando gli Este, scappati da Ferrara, cercarono una residenza di corte, non poterono abitare in un castello mal ridotto, e così lo buttarono giù. L'attuale palazzo ducale sorge sulle fondamenta di un precedente castello. Lo stesso castello era in realtà la ricostruzione di un castello distrutto dai modenesi nel 1306 quando cacciarono gli Este in una rivolta popolare.

IL PIU' GRANDE LAPIDARIO DI MODENA. Oltrepassando l'entrata principale del Palazzo Ducale si accede ad uno spazio in penombra che riporta sulle sue pareti il più grande agglomerato di nomi degli ufficiali morti nelle tre guerre più importanti, partendo da quelle di Unità alla Liberazione. I nomi riportati sono ben 7811. 

IL PRIMO ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE. Pochi sanno che la prima cantina di aceto balsamico tradizionale si trovava proprio all'interno del Palazzo Ducale. Erano gli Estensi ad essere i fruitori di questo prodotto di cui andavano ghiotti, e che non usavano nel condimento del cibo, bensì con fine "balsamico", ossia alla fine dei basti come digerente.

LO STUDIO D'ORO. Una delle stanze più belle del Palazzo è sicuramente il Salotto d'Oro. Si tratta dello studio del duca Francesco III, che oltre a contenere soprammobili e mobilio di alto valore, è caratterizzato per il suo rivestimento delle pareti in oro zecchino. Immaginate all'epoca cosa significava per gli ospiti essere accolti in un luogo che voleva riprodurre, seppur in maniera più piccola, la lucentezza del Re Sole di Francia. 

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