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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca Via Alessandro La Marmora

Lavoratori Cie, niente stipendi: proclamato stato di agitazione

L'attacco della Fp-Cgil: "È chiaro che siamo di fronte ad un gestore di un appalto pubblico che non è nelle condizioni di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti"

Il lavoro nobilita l’uomo. Sì ma lo debilita anche se non viene pagato. È quello che sta succedendo ai lavoratori del Centro Identificazione ed Espulsione (Cie) di Modena che, con la Funzione Pubblica Cgil, hanno proclamato lo stato di agitazione per il mancato pagamento degli stipendi da parte del Consorzio L'Oasi che ha in gestione l’appalto del Cie. “È chiaro che siamo di fronte ad un gestore di un appalto pubblico che non è nelle condizioni di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. La situazione, a questo punto, è diventata insostenibile per i lavoratori che percepiscono stipendi già bassi, il cui venir meno genera disagi economici. Qualche lavoratore è anche andato in rosso con il conto corrente in banca”. Sono le parole di Fabio De Santis della FP/Cgil dopo i mancati stipendi da parte del Consorzio per i mesi di settembre e ottobre.

Qualche numero: 25 impiegati, tutti senza stipendio di ottobre; 10 senza stipendio di ottobre e anche settembre. Le pressioni della FP hanno portato ad un incontro con committente e gestore in Prefettura che si è tenuto il 9 novembre. Incontro che ha portato all’impegno da parte dell’ Oasi a retribuire settembre e ottobre entro il 14 novembre. Non è mai avvenuto ad oggi nessun pagamento. Il 16 novembre scorso l'assemblea dei lavoratori ha deliberato di proclamare, in mancanza di risposte entro il 20 novembre, “lo stato di agitazione e di avviare le procedure di richiesta di pagamento diretto al Committente” (ai sensi dell'art. 1676 del Codice civile).

Il sindacato chiede alla Prefettura appalti più sicuri, dato che quello con l’Oasi prevedeva già in partenza un taglio del 60%. De Santis: “Inoltreremo la richiesta di pagamento diretto, ma la Prefettura dovrà anche porsi il problema di come possa essere gestito un servizio in questo modo, dove il personale è chiamato a svolgere l'attività senza ricevere lo stipendio”. La situazione si complica per il Cie visti i precedenti. Sì perché già qualche settimana fa Desi Bruno, garante delle persone con limitazioni alla libertà personale, mise in dubbio l’utilità del Centro, ritenendo inutile anche che in Emilia ci fossere due strutture, Modena e Bologna. Ma la Funzione Pubblca Cgil non molla: “È necessario indire una nuova gara, sostiene De Santis, i cui termini siano rispettosi del costo del lavoro e del mantenimento dei posti di lavoro”.

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