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Cronaca Carpi

Carpi, 99 lavoratori in nero scoperti dalla guardia di finanza

Il sistema illecito messo in piedi per abbattere i costi da una finta associazione senza fine di lucro attiva nell'assistenza domiciliare consisteva nel documentare contratti di collaborazione fittizi quando il rapporto di lavoro era a tutti gli effetti subordinato

Formalmente inquadrata come un'associazione senza scopo di lucro costituita da infermieri e collaboratori domestici, l'impresa era una vera e propria società commerciale costituita da finti professionisti che sottoscrivevano con la stessa contratti di lavoro autonomo per prestazioni assistenziali domiciliari a favore di privati con l'apertura di una partita Iva contestualmente o in data successiva al rapporto di lavoro. Questo il modus operandi tenuto da una società attiva nel settore dell'assistenza domiciliare a favore di disabili, degenti e anziani scoperto nei giorni scorsi dalla guardia di finanza della compagnia di Carpi. Una verifica ha consentito di scoprire un'evasione fiscale e contributiva di circa un milione di euro e di individuare ben 99 lavoratori in nero.

RAPPORTI DI LAVORO - L'attività dipendenti veniva svolta presso strutture pubbliche, private o a favore di singole famiglie che con necessità di una presenza fissa in casa per accudire persone non autonome: se presentata come un'associazione senza fini di lucro, i dipendenti non solo sottoscrivevano con la società contratti di lavoro autonomo con partita Iva, ma svolgevano l'attività lavorativa con modalità e caratteristiche tipiche di un rapporto di lavoro subordinato: orari prestabiliti, maturazione di ferie retribuite, periodo di prova, compenso su base mensile e non riferibile a un risultato specifico, mancanza di autonomia circa le modalità, i tempi ed il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa.

LA FRODE - Tale sistema fraudolento, come appurato dagli operatori della guardia di finanza, configurerebbe un rapporto di lavoro irregolare: gli imprenditori, infatti, spesso farebbero uso di tali contratti di collaborazione “fittizi” che consentirebbero di limitare fortemente costi e vincoli (ferie, contributi, tredicesima, ecc.), al contrario di quanto configurato in caso di lavoro subordinato. Si tratta, infatti, di un caso tipico di lavoro subordinato mascherato che permette al datore di “fissare il compenso” e soprattutto di versare meno contributi previdenziali. Il lavoratore atipico ha inoltre minori diritti e non è coperto dal Contratto Collettivo Nazionale di lavoro. Il sistema illecito predisposto dalla società verificata consisteva nel documentare con apparenti “Contratti d’opera” rapporti di lavoro subordinato, eludendo in tal modo, tutti gli obblighi previsti per il lavoro dipendente in materia di versamenti previdenziali ed assistenziali, premi assicurativi e ritenute fiscali.

EVASIONE - Congiuntamente a funzionari della Direzione Territoriale del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail di Modena, i militari della guardia di finanza di Carpi hanno proceduto alla ricostruzione, secondo quanto previsto dal contratto nazionale collettivo “Anaste”, degli imponibili fiscali contributivi ed alla quantificazione dei premi assicurativi evasi afferenti le prestazioni rese dalle badanti, corroborati dagli esiti degli accertamenti bancari delegati dall’Autorità Giudiziaria. Le attività ispettive hanno consentito  di acclarare un’evasione fiscale e contributiva per un importo complessivo di circa un milione di euro e di infliggere nei confronti della società verificata la maxi sanzione prevista in materia di lavoro per i 99 dipendenti per un importo, nel massimo, di circa 900mila euro. Il rappresentante legale della società è stato deferito a piede libero all'Autorità Giudiziaria per presentazione della dichiarazione fiscale infedele e omesso versamento di contributi previdenziali, assistenziali e delle ritenute fiscali.

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