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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca

"Respiriamo aria di pessima qualità. Necessarie misure urgenti”

Legambiente denuncia la grave situazione dell'aria nella nostra Regione: Modena e altre 4 città emiliane hanno superato i limiti annuali di sforamento dei livelli di ozono, con gravi rischi per la nostra salute

Venticinque giorni: questo il bonus concesso dall’Unione Europea sul superamento del limite di 120 µg/m3 di ozono nell’aria che respiriamo sulla media di 8 ore. Ma cinque capoluoghi emiliani hanno già sforato, e di molto, i limiti legali fissati: la triste classifica vede in cima Bologna (già 35 giorni oltre i limiti), Reggio Emilia (34), Piacenza (33), Ferrara (32), Modena, fanalino di coda, solo 28. E mentre Bruxelles ha fatto scattare le procedure di infrazione, i modenesi e gli emiliani dovrebbero iniziare a preoccuparsi sul serio. L’ozono ad alte concentrazioni, sottolinea Legambiente, in prima linea nella battaglia per un’aria pulita, causa danni respiratori immediati nei soggetti più sensibili, e aggrava gli stati di asma e altre patologie di gola e polmoni, rendendo poco sicura anche l’attività fisica all’aperto.

BLOCCHI DEL TRAFFICO - Una situazione grave e pericolosa per la nostra città e per coloro che la abitano, che rende necessarie misure emergenziali efficaci e davvero impattanti: per Legambiente l’unica strada è un’azione di forza, con blocchi totali del traffico (escluse solo auto a gas ed elettriche) dopo lo sforamento delle 35 giornate, non solo nella zona del centro città e mai revocabili con deroghe straordinarie.

IL PIANO -  Per l’associazione è importante mettere in campo un piano che disincentivi l’utilizzo dell’automobile, con azioni che favoriscano la mobilità pubblica su gomma e ferro e azioni per lo sviluppo di una “cultura ambientale”, come l’obbligo di chiusura delle porte dei pubblici esercizi sia di inverno che d’estate, per evitare inutili sprechi energetici. Il piano di lavoro di Legambiente sarà presentato nell’ambito dell’accordo regionale quadro sulla qualità dell’aria, nella speranza, dichiarano i rappresentanti dell’associazione, che “la Regione voglia ascoltare queste istanze, abbandonando la posizione di chiusura e autoreferenzialità mostrata nella fase di presentazione dell'accordo”.

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