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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Riolunato

Legambiente, Rapporto Ecomafie 2011 “Forti infiltrazioni in regione”

Nella nostra provincia sono 29 i sequestri effettuati e 36 le infiltrazioni accertate. Dati che portano Modena alla terza posizione a livello regionale per irregolarità nello smaltimento dei rifiuti

In Emilia Romagna Sono 33.817 i reati ambientali scoperti nel 2011, quasi 93 al giorno, il 9,7% in più rispetto al 2010. Aumentano i reati contro il patrimonio faunistico, gli incendi boschivi, i furti delle opere d’arte e dei beni archeologici. Triplicano gli illeciti nel settore agroalimentare. Gli ecocriminali nel 2011 hanno accumulato 16,6 miliardi di euro. Questi i dati pubblicati da Legambiente, che nella giornata di ieri ha presentato la sua relazione su ecomafie e criminalità ambientale: l’Emilia Romagna si conferma una regione a forte rischio infiltrazioni e si colloca all’undicesimo posto in Italia per illegalità ambientali. Gli illeciti, che si concentrano soprattutto nei settori della gestione dei rifiuti e del ciclo del cemento, si attestano al 3% del totale nazionale.

MODENA - Modena in particolare non brilla certo come esempio di rettitudine: la nostra provincia occupa il terzo posto dopo Rimini e Bologna nella poco lusinghiera classifica dello smaltimento rifiuti, con 36 infrazioni accertate e 29 sequestri effettuati. Da segnalare il grave caso di Formigine, dove Legambiente si è costituita parte civile per denunciare una violazione nello smaltimento dei rifiuti inerti. Molte anche le segnalazioni e le denunce effettuate da volontari e Guardie Ecologiche, dagli scarichi e discariche abusive, al bracconaggio, allo sversamento illecito di limi nel torrente Scoltenna nel comune di Riolunato. Leggermente meglio la graduatoria delle infrazioni legate al ciclo del cemento, dove si segnalano 16 illeciti accertati e 3 sequestri: Modena si piazza al quarto posto in Emilia Romagna ma peggiora la sua situazione rispetto al 2010.

CRIMINALITÀ ORGANIZZATA - Preoccupante anche il rischio di infiltrazioni mafiose nei circuiti legali, come appalti, concessioni edilizie, speculazioni immobiliari e traffico dei rifiuti. Marco Sebastiano, direttore di Legambiente Emilia Romagna, segnala  infatti che “La nostra regione, nonostante non sia tra quelle più colpite, registra un numero di reati ambientali sempre crescente che ci costringe a tenere alta l’attenzione sull’illegalità. Invitiamo le istituzioni a non abbassare la guardia sulle infiltrazioni mafiose, un fenomeno sempre più diffuso anche se poco appariscente, poiché ogni arretramento sulla cultura della legalità è sempre difficile da recuperare.”

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