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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Lettera dei dipendenti a Coop Estense: “Siamo logorati”

“É sbagliato, scioperare? O disturbare la direzione aziendale di questa Cooperativa?”, se lo chiedono i lavoratori Coop in una lettera aperta ai vertici aziendali. “La nostra vita privata è molto peggiorata, senza più orari di lavoro regolari”

Le organizzazioni sindacali hanno proclamato la scorsa settimana uno sciopero di 12 ore nei supermercati ed ipermercati di Coop Estense, per protestare contro la mancata firma del nuovo contratto integrativo aziendale. Una vicenda che si trascina ormai da lungo tempo e ha visto crescere la tensione tra dipendenti e vertici della cooperativa. I vertici di Coop Estense avevano giudicato “immotivata e provocatoria” la scelta di ricorrere allo sciopero, spiegando come l'azienda abbai fatto di tutto per salvaguardare l'occupazione e i trattamenti economici dei lavoratori.

Ma la replica del colosso della grande distribuzione, che pur si diceva disponibile a riaprire le trattative, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. I lavoratori hanno infatti deciso di scrivere una lettera aperta alla dirigenza, che riportiamo di seguito nel suo testo integrale:

Siamo le lavoratrici e i lavoratori di Coop Estense e siamo stanchi.
Siamo stanchi, perché i ritmi di lavoro sono aumentati da quando il contratto integrativo non c'è più.
Siamo logore e logori nel corpo, ma anche nella mente e nell'anima, perché la qualità della nostra vita privata è molto peggiorata, da quando non ci sono più orari di lavoro regolari e regolati da un contratto.
Siamo frustrate e frustrati, perché al nostro lavoro, al nostro impegno e alla nostra dedizione verso questa Cooperativa non corrisponde più un salario adeguato, anzi. Tutte le conquiste nostre, e di chi ci ha preceduto, non sono più tutelate da un contratto integrativo sottoscritto anche dalla nostra rappresentanza sindacale, ma solo da un regolamento aziendale che non è uguale per tutti.
Dopo il decreto Monti sulle aperture festive, abbiamo avuto un'amara sorpresa: con appena un anticipo di cinque giorni rispetto alla prima domenica di gennaio del 2012, la cooperativa ci inseriva la domenica  in orario lavorativo e da quel momento è stato così per tutte le domeniche dell'anno. Non siamo stati consultati, né come lavoratori, né come soci.
Noi amiamo la Cooperativa e proprio per questo vogliamo che ritrovi se stessa, le sue origini e i suoi valori: non è forse per difendere i diritti di chi lavora e del lavoro stesso che sono nate le Cooperative?
Ci accusano di voler scioperare, e di volerlo fare nel momento sbagliato: ma sbagliato per chi? E cosa è sbagliato, scioperare? O “disturbare” la direzione aziendale di questa Cooperativa?
Da cinque anni aspettiamo con il fiato sospeso la firma di rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale. Quindi abbiamo noi una domanda da farvi: quando è il momento giusto per firmare? Fino a quando si può aspettare per godere dei propri diritti? Il lavoro senza diritti non è un lavoro!

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