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Lettera minatoria al leghista Nanetti alla vigilia del processo per l'aggressione

Lettera minatoria all'attivista della Lega, nella quale si minaccia anche Alberto Torreggiani, già vittima delle Br

Alla vigilia dell’udienza per lesioni che ha visto oggi alla sbarra i sette presunti autori dell’assalto avvenuto il 26 luglio in piazza Pomposa, è stata recapitata al militante leghista Andrea Nanetti una lettera minatoria. A renderlo noto è la stessa Lega modenese

“Andrea Nanetti e Alberto Torreggiani state tranquilli se no avrete quel che meritano fascio-leghisti’, con chiari riferimenti grafici alla forca. Questo il messaggio della lettera anonima. Oltre all'attivista reggiano viene citato anche Torreggiani, noto per essere una delle
vittime del terrorista Cesare Battisti: aveva solo 14 anni quando una rapina compiuta dai Proletari Armati per il Comunismo, gli portò via il padre e l'uso delle gambe. 

“Vista la tempistica mi pare un chiaro tentativo di intimidazione e abbiamo scelto di divulgarla solo dopo l’odierno dibattimento, per evitare di intimorire i testimoni – afferma Nanetti - Se chi ha inviato la lettera pensa di intimidirmi, ha sbagliato persona. Di intimidazioni e violenze a Modena da parte di soggetti notoriamente di estrema sinistra ce ne sono già state, ma non denunciate, evidentemente per paura di ritorsioni. Però io non voglio e non posso farmi intimorire, perché se certi fanatici si sentono impuniti ripeteranno le violenze su altri ‘colpevoli’ di pensarla diversamente. Tuttavia mi fa grande rabbia, che sia stato citato il mio amico Alberto Torregiani, che ha già subito troppo per mano del terrorismo. Ringrazio infine i miei avvocati Luca Tadolini e Antonio Baldini e la Digos per le indagini prontamente svolte”.

La vicenda ha avuto inizio il 26 luglio, quando Nanetti, già consigliere comunale di Correggio, ha partecipato alla fiaccolata promossa da alcune associazioni dopo lo scandalo dell'inchiesta sugli affidi di minori a Bibbiano, per poi spostarsi in piazza Pomposa per trascorrervi la serata. Qui, dopo essere stato accerchiato da un gruppo di giovani, è stato insultato e preso a calci e spintoni, rimanendo contuso con una prognosi di 13 giorni. Per quella aggressione sono finiti a processo in sette, modenesi, trentenni e ventenni, esponenti della galassia antifascista locale, conosciuti alle forze dell’ordine. Sui muri della città, qualche tempo dopo, erano apparsi altri messaggi minatori.

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