rotate-mobile
Cronaca

Scuola digitale, alle elementari arriva anche l'ora di "coding"

Un progetto pilota porta della durata di due anni: gli alunni delle 13 classi coinvolte nel progetto svilupperanno competenze nella programmazione informatica e nel making, l’artigianato digitale

La semplicità d’uso di tablet, smartphone e App rischia di appiattire le potenzialità creative del digitale. Le tecnologie digitali possono invece essere utilizzate nella didattica in modo creativo, coinvolgente e intelligente con l’obiettivo di favorire la multidisciplinarietà e l’integrazione. E’ quanto si sta sperimentando a Modena in tredici classi di sei scuole primarie grazie a un progetto pilota finanziato dall’Amministrazione comunale. Il progetto si chiama “Scuola 2.0: Code it, make it!” e promuove l’uso delle tecnologie digitali in classe applicandole a ogni ambito curricolare: tecnico, artistico, culturale.

Il progetto, che è biennale e prevede ore di formazione per i docenti e laboratori in aula con esperti, coinvolge 13 classi di sei scuole primarie: Cittadella, Collodi, Pascoli, San Giovanni Bosco, Anna Frank Marconi e Gramsci; complessivamente più di 250 bambini. Ultimata la prima fase di formazione rivolta agli insegnanti avviata a inizio anno scolastico, hanno preso il via in questi giorni i laboratori per gli alunni: da febbraio a giugno ognuna delle classi coinvolte sarà impegnata in attività di formazione e laboratori con esperti di coding, scrittura creativa, sistema del gioco e grafica. Successivamente, i ragazzi passeranno dalla dimensione del sapere a quella del saper fare sperimentando la possibilità di creare piccoli robot.

Il punto di partenza di “Scuola 2.0: Code it, make it!”, è che, se le App, così diffuse sui device di adulti e ragazzi, sono pensate per un uso preciso, intuitivo, con movimenti standard e poco personalizzabili, la programmazione (coding) sviluppa invece il pensiero computazionale. In altre parole, insegna a trovare soluzioni creative ai problemi, un modo di affrontare le cose che può essere applicato a tutti gli aspetti della conoscenza e a tutte le materie. Creare un video gioco o un’animazione al computer implica pensare e scrivere una storia, disegnare ambienti, strutturare un sistema di interazione con il giocatore, prendere decisioni a livello grafico, inserire musica e suoni, caratterizzare i personaggi. In tal senso, l’insegnamento delle tecnologie digitali ha un alto potenziale didattico.

Il linguaggio di programmazione utilizzato è Scratch, un linguaggio sviluppato dal Mit, il Massachusetts Institute of Technology, per la didattica informatica. Scratch permette ai bambini di creare animazioni, giochi e programmi interattivi; inoltre consente di comandare e programmare semplici periferiche quali un microcontroller o un piccolo drone. Infatti, utilizzando microcontrollori, sensori e stampanti 3D, le tecnologie digitali permettono anche di creare progetti di microrobotica e artigianato digitale. A tal scopo, la sede e le attrezzature del fablab del Comune Makeitmodena, in via Barchetta, potranno essere utilizzate nella realizzazione dei progetti elaborati dalle scuole, mentre il Centro multieducativo Memo, produrrà una documentazione di tutto il percorso con filmati e interviste.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola digitale, alle elementari arriva anche l'ora di "coding"

ModenaToday è in caricamento