Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Diffamazione a mezzo stampa, Libera querela il quotidiano Prima Pagina 

L'associazione antimafia di don Ciotti vuole portare in tribunale il giornale modenese, chiuso a fine ottobre, ed il suo direttore per gli articoli su Enza Rando, legale di Libera al centro di una querelle politica nei mesi scorsi

La polemica nata sulle pagine del quotidiano modenese Prima Pagina – che ha cessato la pubblicazione a fine ottobre – e l'associazione antimafia Libera pare destinata a non esaurirsi fra le righe di editoriali e comunicato stampa, bensì a proseguire fra quelle dei fascicoli giudiziari. Venerdì scorso, in occasione di un convegno in città, lo stesso don Luigi Ciotti ha annunciato infatti di aver depositato due querele per diffamazione a mezzo stampa agli uffici della Procura della Repubblica di Modena.

Il tema ha tenuto banco per alcune settimane non solo sul quotidiano, ma anche nel dibattito politico locale, senza esclusione di colpi. Tutto era nato da un articolo del direttore Giuseppe Leonelli, nel quale si metteva in evidenza il legame più che stretto fra l'avvocato Enza Rando, numero due di Libera, e le amministrazioni locali a guida Pd: incarichi e consulenze che secondo il giornalista ponevano anche nel mondo della cosidetta antimafia un "problema di libertà".

Un approfondimento per nulla gradito al Pd e agli stessi protagonisti dell'associazione, con piccate repliche da parte di diversi esponenti, poi degenerate in una serie di non troppo velate accuse di "vicinanza" alle mafie, che erano valse anche una querela da parte dello stesso Giuseppe Leonelli al responsabile loale di Libera Maurizio Piccinini. Se la diatriba politica si era spenta con l'attività del giornale stesso, altrettanto non si può dire per Libera, che ha ravvisato a sua volta gli estremi per una denuncia. In buona sostanza – come ha riferito oggi lo stesso procuratore Lucia Musti – l'associazione ritiene che sia stata montata una "macchina del fango" per screditare il proprio operato e la reputazione dell'avvocato Rando. Ed è passata al contrattacco.

La notizia arriva per altro in concomitanza con i fatti criminali di cui è stato protagonista lo studio legale di Enza Rando e Christian Mattioli Bertacchini (responsabile Legalità del Pd), visitato da ignoti ladri nella notte di venerdì. I malviventi hanno messo a soqquadro gli uffici, ma pare non sia stato rubato nulla se non un hard disk. La Procura aprirà a breve un fascicolo per minacce gravi, ma le informazioni a disposizioni degli inquirenti sono ancora molto limitate per poter formulare qualsiasi ipotesi.

Il Procuratore capo Musti ha però inviato stamane un messaggio di solidarietà a Libera e ad Enza Rando: "Siamo tutti solidali con libera, parlo da cittadino, e con tutte le associazioni che come Libera sono affianco dell'affermazione della legalità. Garantiremo il massimo impegno nelle indagini".

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