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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Biglietto a bordo: le macchinette dei bus non danno resto, ma non cambieranno

In futuro nuovi sistemi, ma sostituire le macchinette costerebbe troppo. L'assessore Giacobazzi ha risposto in Consiglio all'interrogazione del consigliere Chincarini (Per me Mo) sul mancato resto delle macchinette installate sui mezzi

“Cambiare le 149 emettitrici presenti sugli autobus con macchine in grado di dare il resto sarebbe un investimento importante, ma al momento Seta non può permetterselo. Il pagamento in contanti, inoltre, non è il futuro del per il servizio di trasporto pubblico, siamo alla vigilia di investimenti su altri sistemi di pagamento”. Lo ha detto l’assessore alla Mobilità e Infrastrutture del Comune di Modena Gabriele Giacobazzi rispondendo, nella seduta del Consiglio comunale di Modena di giovedì 28 maggio, all’interrogazione di Per me Modena illustrata dal consigliere Marco Chincarini sulle macchinette erogatrici di biglietti sugli autobus che non danno resto.

Il consigliere ha evidenziato che “può accadere che il viaggiatore non abbia a disposizione le monete per l'importo esatto” e che “il costo del biglietto è di 1,20 euro e, utilizzando le monete d'importo maggiore, l'utente paga il biglietto 1,50 o 2 euro con una conseguente maggiorazione del 25 e del 66 per cento”. Chincarini ha quindi chiesto “se si conosce l'entità degli importi eccedenti al costo del biglietto e come questi vengono rendicontati nel Bilancio o in altri documenti ufficiali, se si ritiene che questo servizio sia coerente con un città Smart e aperta ai turisti, se si ritiene opportuno sollecitare Seta a installare macchinette scambia-monete sui mezzi o altre adeguate apparecchiature che evitino agli utenti di pagare un sovrapprezzo a un biglietto già costoso”.

Per evitare il problema del mancato resto, ha spiegato l’assessore, “le alternative sono acquistare il titolo di viaggio semplice o multiplo presso una delle cinquanta rivendite autorizzate, delle tre biglietterie, di cui una aperta tutti i giorni dell’anno dalle 5.30 alle 20.30, e dei tre distributori automatici. È possibile inoltre acquistare il biglietto a tariffa maggiorata direttamente dall’autista, pagando con banconote fino a 10 euro e ottenendo il resto”. Giacobazzi ha ricordato che “le apparecchiature presenti sui mezzi di Seta sono adottate da tutti i gestori di trasporto pubblico regionali e corrispondono allo standard adottato da gran parte delle aziende italiane. Modena, tra l’altro, è l’unica realtà urbana regionale che non applica alcuna maggiorazione dalla vendita di titoli tramite emettitrici automatiche”. I dati relativi agli incassi da mancato resto nel 2014 “corrispondono al 2,15 per cento degli incassi totali realizzati con queste apparecchiature – ha proseguito – pari a 51.500 euro a fronte di 2.400.000 euro totali, e vengono contabilizzati in bilancio alla voce Ricavi da Traffico. Considerando che nel 2014 i biglietti venduti sono stati 1.953.550, la quota per mancato resto incide per 0,0263 euro a biglietto”. L’assessore ha infine segnalato che “per informare eventuali turisti da tempo Seta ha pubblicato nell’homepage del proprio sito un banner in cui si fa presente, anche in lingua inglese, che l’acquisto a bordo tramite emettitrice non da resto. La stessa informazione è infine indicata su ogni macchina”.

Nella replica, il consigliere Chincarini si è detto “deluso dalla risposta, che presenta i numeri rispetto alle maggiori entrate ma non rispetto ai ‘grandi investimenti’ citati dall’assessore ma non quantificati. Ventiquattro anni fa le macchinette davano resto a differenza di oggi – ha aggiunto – e inoltre siamo sempre in ritardo: in altre città esistono già diverse modalità di pagamento come le app sui dispositivi mobili. Spero che quando si rimetterà mano a Seta questo sia uno degli aspetti che verrà tenuto in considerazione”.

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