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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Mirandola

La 'ndrangheta emiliana ride solo d'estate

Risate per il terremoto del 2012 condivano gli appetiti della 'ndrangheta emiliana: "E' caduto un capannone a Mirandola...andremo a lavorare là". Ma l'inverno ha riservato lacrime amare e 117 arresti

É durata oltre 30 anni l'estate della 'ndragheta emiliana. Un'estate inverosimilmente lunga, che ha scavato solchi profondi nella società, intimidendola e inquinandola in molti settori. Un'estate iniziata nel 1982 con lo stanziamento in terra reggiana della cosca Grande Ararci, un'estate vissuta tra estorsioni, pressioni istituzionale, influenze della vita politica ed aggressioni al sistema imprenditoriale locale.

La squallida estate della mafia emiliana ha toccato il suo apice di bestialità proprio in estate, quella del 2012, dopo che la terra emiliana ha tremato lasciando cadere a terra vite umane e i mattoni che quelle vite avevano pazientemente posato uno sull'altro per lunghi secoli. L'estate delle lacrime terremotate è stata per la 'ndrangheta l'estate delle risate e degli affari.

Poche ore dopo la scossa sismica del 29 maggio 2014, i criminali mafiosi ridevano e scherzavano su quanto accaduto. Questo è ciò che risulta dalle intercettazioni telefoniche in mano alla Procura Antimafia. "E' caduto un capannone a Mirandola", dice uno. Risponde l'altro ridendo:"Eh, allora lavoriamo là...". E il primo replica: "Ah sì, cominciamo, facciamo il giro...". I due sono Gaetano Blasco e Antonio Valerio, uomini vicini al gruppo Grande Aracri capeggiato dal boss Nicolino Sarcone. In quella estate, come ha sottolineato il Gip Alberto Ziroldi, la 'ndrangheta “arriva prima dei soccorsi, o comunque in contemporanea". E arriva ridendo tra la disperazione della gente emiliana, come era successo qualche hanno prima a L'Aquila.

Quello che accade poi, in quella e nelle estati successive, è ormai materia di cronaca giudiziaria. Le pressioni, le infiltrazioni nelle aziende, la connivenza con imprenditori e amministratori pubblici. Il caso della Bianchini Costruzioni e degli appalti pilotati sono stati al centro dell'operazione Aemilia, che ieri notte ha portato in carcere 117 persone e smascherato – in un'indagine locale senza precedenti – l'intero sistema mafioso che le 'ndrine calabresi avevano trapiantato in Emilia. Un fatto storico, del quale sentiremo parlare molto a lungo.

L'estate sta finendo e speriamo davvero che l'Emilia stia diventando grande. Oggi, per fortuna, siamo in inverno e la n'drangheta emiliana non ride più.

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