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Cronaca Corso Canalgrande

Giustizia in ferie, la magistratura modenese contro i tagli di Renzi

Dal Tribunale e dalla Procura si alza un coro contro "l'inutile vessazione" voluta dal Governo, che avrebbe in progetto di ridurre da 45 a 30 i giorni di ferie di un magistrato. Musti e Truppa: "Falso e fuorviante dire che senza ferie la giustizia sarebbe più veloce"

Nei futuri mille giorni di Matteo Renzi c'è spazio anche per un intervento sulla Giustizia, che non poco sta facendo discutere nelle procure, nei tribunali e negli studi legali italiani. E Modena non fa eccezione. Nei giorni scorsi il Premier ha infatti lanciato il proprio anatema contro gli attuali 45 giorni di sospensione dei termini, che coincidono con le ferie dei magistrati e dei giudici.

La proposta di ridurre a soli 30 giorni questo periodo di parziale inattività si è scontrata con gli inquilini degli uffici di Corso Canalgrande, che stamani si sono espressi attraverso il sostituto procuratore Lucia Musti e il magistrato Domenico Truppa. Una conferenza stampa in cui i magistrati modenesi hanno rivendicato la laboriosità del proprio operato e sottolineato come la proposta del Governo sia in realtà ininfluente ai fini dell'obbiettivo finale, che è e deve essere quello dell'efficientamento e dello snellimento della macchina giudiziaria, per accorciare sensibilmente i tempi dei processi.

“Intorno alle ferie dei magistrati si sta facendo disinformazione – ha esordito il dottor Truppa – Così come è stata formulata dal Governo, il taglio di 15 giorni di ferie sarebbe solo un'inutile vessazione che non risolverebbe il problema. I veri nodi sono strutturali, l'assenza di personale e la scarsità di risorse, e procedurali. Sul tavolo ci sono tante proposte concrete che restano però inascoltate. Questo provvedimento significherebbe solo allungare il viaggio della giustizia senza mettere benzina nella macchina”.

“In questo modo si fa passare ai cittadini un messaggio sbagliato – rincara la dose la dottoressa Musti – Il Tribunale non chiude mai, ma semplicemente riduce la propria attività, limitandosi ai provvedimenti urgenti, sia in materia civile che in quella penale. Le forze dell'ordine, per fare un esempio, continuano ad arrestare i criminali e i giudici continuano a giudicarli. In più, noi non facciamo mai tutti i nostri giorni di ferie a disposizione durante un anno e abbiamo un ritmo di lavoro che non tiene conto di giorno, notte, festivi o ricorrenze. É del tutto errato paragonarci ad un qualunque dipendente pubblico ed anche fuorviante, ingiusto e falso sostenere che senza ferie lavoreremmo di più”.

In buona sostanza, il messaggio lanciato dalla magistratura modenese è chiaro: l'accostamento fra un calo delle ferie e una giustizia più veloce è fallace. Una battaglia in cui gli stessi avvocati potrebbero dare man forte ai loro dirimpettai: non a caso il periodo di sospensione dal primo agosto al 15 settembre era spesso chiamato “ferie degli avvocati”. Ma il punto politico più significativo toccato dai giudici e dai magistrati riguarda la natura di questa riforma, annunciata e decisamente latitante, che ancora non prevede interventi strutturali – come la depenalizzazione di certi reati – che abbattano realmente la durata dei procedimenti.

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