Magner Bein | Origine dei 3 piatti dell'Appennino Modenese

Borlenghi, crescentine e gnocco fritto sono i tre piatti tipici della montagna modenese, ma le loro origini sono alquanto stravaganti. Un viaggio alla ricerca del gusto e della sua storia

LA CRESCENTINA (erroneamente detta tigella)

Note erroneamente con il termine di tigelle, le crescentine rappresentano il piatto tipico dell'Appennino modenese. Una tradizione che si tramanda da secoli e che oggi è diventata anche punto di forza di ristoranti e catene di "fast food". Non si conosce esattamente l'origine delle crescentine, tuttavia l'erronea attribuzione al piatto del nome "tigella" potrebbe essere uno spunto importante per capire la loro origine. 

Infatti la tigella non l'alimento, ma lo strumento usato per cuocere le tigelle, che consiste in dischi cotti e temperati sotto la cenere ardente. Tuttavia la parola tigella è quella che fornisce più indizi dal punto di vista storico, infatti si tratta di un termine che ha derivazione latina, infatti deriva dal verbo "tegere", che significa "coprire". La scelta del verbo appare chiara per rappresentare la funzione di questo strumento, tuttavia la parola "tigella" non è solo dei nostri appennini, ma ha avuto in passato una diffusione a più ampia scala geografica. 

Infatti la tigella era nota come lo strumento usato per cuocere delle semplici focacce, ossia un cibo comune tra le famiglie più povere dell'appennino. Esattamente come accade per le crescentine, anche queste focacce erano inserite tra le foglie di castagno che a loro volta erano chiuse dalle tigelle, formando una colonna queste sezioni. 

L'immagine celtica presente nelle tigelliere di oggi e nelle tigelle di ieri ricorda che forse l'origine è davvero antichissima. E' presumibile che le focacce di cui alcuni documenti parlano siano nate già nel periodo etrusco e celtico, e che siano continuate anche in quello romano, poiché tutti e tre i popoli aveva sulla propria tavola queste focacce. Tuttavia l'origine delle crescentine sarebbe medioevale e probabilmente nata dalla preparazione erronea della focaccia, che condivide con la crescentina quasi tutti gli ingredienti differenziando le quantità. 

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